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di Marco Travaglio

Oggi i giornalisti scioperano per la protesta della Federazione nazionale della stampa contro il mancato rinnovo del contratto, ma anche per una questione che riguarda tutti, non solo la nostra categoria: la legge Mastella che rischia di essere approvata presto anche dal Senato (dopo il SI plebiscitario della Camera: 447 voti a favore, 7 astenuti, nessun contrario).

La legge è quella che proibisce ai giornalisti di raccontare, anche "nel contenuto", anche "per riassunto", gli atti delle indagini della magistratura, "anche se non più coperti dal segreto". Non saranno più segreti, ma non saranno ugualmente pubblicabili. Chi li pubblicherà incorrerà in una supermulta fino a 100 mila euro. Così nessun giornalista potrà scrivere più nulla. Ma ciascun editore potrà decidere se pagare o meno la multa per pubblicare solo quello che conviene a se stesso e ai suoi eventuali amici.

I ricatti che inquinano la politica, anzichè ridursi, si moltiplicheranno. E le notizie che la gente ha il diritto di conoscere subito, in tempo reale, resteranno per anni e anni appannaggio di una ristretta cerchia di magistrati, avvocati, imputati, politici, giornalisti, addetti ai lavori.

I cittadini potranno saperne qualcosa soltanto "a babbo morto", quando inizieranno i processi; e in certi casi (per gli atti del fascicolo del pm) addirittura dopo la sentenza d'appello.

Anche se contro questa porcheria sciopera la Fnsi, la legge non è fatta contro i giornalisti. E' fatta contro i cittadini.

Perciò, cari amici del sito di Chiarelettere, oggi sentitevi in sciopero anche un po' voi.

Marco Travaglio

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Un nuovo libro. Dal 28 giugno in libreria, nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007). Scritto da Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio. (pp. XVI-240, 12 euro).

Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava  le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.

Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè
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“Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio.

Gli autori
Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. E’ stato redattore del Giornale di Sicilia e de L’Ora di Palermo.
Sandra Rizza è cronista di giudiziaria all’Ansa di Palermo. Ha lavorato come corrispondente per La Stampa e Panorama.

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E' un nuovo blog di Chiarelettere e si occupa di informazione. Si chiama Tirolibero e lo tiene Kilgore.

Tutti, che lo vogliamo o no, abbiamo rapporti con giornali, tv, notiziari, news. Spesso però ci resta quell'amaro in bocca, quel retrogusto che non ci convince. A volte ci arrabbiamo per quello che sentiamo e leggiamo, per come è detto o scritto. Qualche altra volta ci viene da ridere.

Kilgore allora prende carta e penna e scrive su Tirolibero. Talvolta ha la sensazione che, in Italia più che altrove, il mondo dell'informazione risponda ad altri criteri che non sono la necessità di raccontare ciò che vede e che ritiene valga la pena fare conoscere.

Va a finire che titoli, notizie, inchieste, interviste nascono dal rapporto dei media con la politica, con i proprietari delle testate, con gli inserzionisti pubblicitari. In questo modo quello che si vede o si legge finisce di essere una ri-costruzione o un'interpretazione della realtà che si sovrappone ai fatti.

Kilgore  non è un censore, neppure un paladino delle libertà, non vuole puntare il dito o dare voti: semplicemente conosce un po' come funziona il mondo dell'informazione e allora propone un'idea, un punto di vista diverso, una pista da approfondire. Segnala quando sente "puzza di bruciato". Talvolta si limita a uno sberleffo, quando invece conosce a fondo quello di cui si parla prova a dire la sua in modo più approfondito.

Ma se il Tiro è libero, significa che lo spazio è aperto: chi ha voglia scriva, invii commenti, lanci segnali su tutto quello che “non gli torna”. Kilgore ama sentire dissonanze anche perché il Kilgore, quello vero, conosce il rischio dell’ecolalia “una malattia mentale che fa sì che uno ripeta immediatamente le cose che dicono attorno a lui le persone sane”.

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Caro Kilgore,
amo le rose che non colsi. E il loro equivalente giornalistico: le questioni non poste, i dettagli lasciati cadere, le domande che il coraggioso cronista dimentica di fare all'illustre intervistato.

Ecco una rosa, perla fra le rose. Le manifestazioni contro la presenza di Bush a Roma si sono svolte senza troppi danni. Certo a un certo punto sono spuntati i famigerati black bloc a fare danni e dimostrare che la piazza antiamericana non può e non sa liberarsi della sua anima oscura. Ma le forze dell'ordine non hanno reagito alle provocazioni e solo a tarda sera hanno operato qualche fermo tra le fila dei violenti che cercavano di tornarsene a casa alla chetichella con i treni.

Scivola in coda al servizio del telegiornale o rimane chiusa in una mezza frasetta d'inciso sulla pagina un'informazione: la maggior parte di questi black bloc che hanno fatto del loro meglio per scatenare il putiferio risulta affiliata "alle frange estreme del tifo calcistico organizzato".

Secondo te qualcuno ha chiesto quali frange? Di che tifo? Di che orientamento? Nessun sospetto? Stiamo parlando degli stessi ultras che contrattano ai limiti del ricatto con le società calcistiche per farsi finanziare? O erano tutti pescati fra quei comunisti del Livorno?
 
Inutile dire che nei giorni successivi non c'era più nessuna traccia su nessun giornale e in nessun notiziario di questa faccenda curiosa. Meglio lasciar perdere.

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Una notizia piccola piccola a pag 32 di La Repubblica del 14 giugno. 

Titolo inquietante: giovane fuma hashish e resta paralizzato. Subito la memoria corre allo “studente morto dopo aver fumato uno spinello”, notizia che fu “un caso”, ma in realtà una bufala dato che la causa vera di morte fu l’abuso, da parte del ragazzo, di sostanze molto più dannose e pericolose.

La nostra memoria è stata stimolata a dovere e infatti la “breve” in questione appartiene al genere delle “notizie a ricaduta”. Ovvero, esplode, o si fa esplodere, “un caso” mediatico relativo a qualche fenomeno che colpisce l’immaginario (cannabis, in questo caso, ma vale per molestie sessuali, rapine alle tabaccherie, sequestri lampo di bambini …) e dal “caso” in poi, come funghi, si stampano sui giornali notizie e notiziole, che da sole non sarebbero mai comparse, ma che per tema o argomento “rimandano” a quel primo caso, dal quale prendono dignità di “notizia”.

Qui però siamo ai limiti dell’assurdo, ovvero la notizia che si autodefinisce, si autodenuncia come falsa. Basta infatti non fermarsi al titolo e si legge: “il ragazzo secondo i medici, è rimasto paralizzato per una malattia congenita che nulla a che fare con l’hashish”. Dispiace per il poverino, ma…dov’è la notizia? Il giorno prima, oltre allo spinello, avrà anche giocato a calcio, baciato la fidanzata, litigato con genitori, guardato la tv! Ecco questa sì che sarebbe una notizia: “Giovane vede ‘Amici’ in tv e resta paralizzato”. Evenienza, tra l’altro, oggettivamente più probabile.

Kilgore




IL SOL DELL'AVVENIRE
IN LIBRERIA DAL 26 MARZO

Reggio Emilia, città medaglia d’oro della Resistenza, 1969: trenta giovani militanti comunisti lasciano il Pci e
con altri ragazzi di estrazione anarchica, cattolica, socialista, costituiscono la Comune dell’Appartamento
per progettare la rivoluzione
. Alcuni di essi entreranno nelle Br, altri ritorneranno nel Pci, altri nel sindacato.
Reggio Emilia, 2007: dopo 40 anni, Franceschini, Paroli, e Ognibene, tutti ex Br, Viappiani della Fiom e Rozzi,
funzionario pubblico ed esponente del Pd locale, ripercorrono quell’esperienza, il legame con la Resistenza e il Pci. Un viaggio nel tempo doloroso e rivelatore, per chi oggi non vuole ricordare, o non c’era e non sa.
Decisive le testimonianze di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli trucidati dai nazisti, e di Corrado
Corghi
, ex dirigente Dc, esponente del cattolicesimo del dissenso.
Nel libro allegato gli autori ricostruiscono il dibattito e le difficoltà che hanno incontrato durante la lavorazione e nella distribuzione del film.
Il caso sui giornali
Tutte le proiezioni del film

"Vale più di un milione di discorsi"
(Paolo D'Agostini, La Repubblica)
"Istruttivo, misurato, anche bello, per alcuni versi inquietante"
(Michele Anselmi, Il Riformista)
"E' un film destinato a fare scandalo"
(Fulvia Caprara, La Stampa)
"Risveglierà la cattiva coscienza di molti questo documentario, probabilmente farà incazzare tutti, noi compresi"

(Boris Sollazzo, Liberazione)
"Il film ha avuto al festival di Locarno un lungo applauso, molto interesse, nessun fischio"

(Maurizio Porro, Corriere della Sera)
"E' un incredibile affondo sulle ambiguità e le contraddizioni della sinistra italiana"
(Eric Jozsef, Liberation)
"Merita di essere visto"
(Isabella Reicher, Der Standard)
"Il documentario lascia volutamente senza risposta molte domande di quel passato tenebroso, scomode per politici di sinistra e di destra"
(Guy Dinmore, Financial Times)

Guarda il trailer

Evento speciale al Festival di Locarno 2008

"Il film sulle Br offende le vittime."
Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali.
"È importante, ci aiuta a capire. Bondi non censuri gli anni di piombo."
Sabina Rossa, figlia di Guido Rossa, assassinato dalle Br.

Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
In libreria dal 26 marzo
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
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Il gruppo su facebook

Giovanni Fasanella, giornalista, lavora al settimanale “Panorama”. È autore, tra l’altro, di Che cosa sono le Br (Bur 2004), da cui è liberamente tratto questo film. Il blog.
Gianfranco Pannone, regista documentarista. Tra i suoi film L’America a Roma, Latina/Littoria, Io che amo solo te.

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PASSIONE REPORTER
IN LIBRERIA DAL 19 MARZO

Il giornalismo come vocazione
Il nuovo libro di Daniele Biacchessi

Per non dimenticare

Ilaria Alpi (Roma, 1961 - Mogadiscio, 1994)
Raffaele Ciriello (Venosa, 1959 - Ramallah, 2002)
Maria Grazia Cutuli (Catania, 1962 - Kabul, 2001)
Antonio Russo (Francavilla al Mare, 1960 - Tbilisi, 2000)
Enzo Baldoni (Città di Castello, 1948 - Najaf, 2004)

“Ilaria Alpi e Miran Hrovatin nulla mai hanno saputo…Passarono una settimana di vacanza conclusa tragicamente…”
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Carlo Taormina, presidente della Commissione d’inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, 7 febbraio 2006
 
“Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte deve poter comprendere una realtà in cui non è presente.” 
Antonio Russo, Inviato di Radio Radicale
 
“Ho pianto la morte di Ciriello come fosse quella di un mio collega, ma certo avrei dovuto avere maggiori attenzioni per loro, per i freelance, per i fotografi con un accredito ma senza contratto.Prima. Dopo non serve. Sa di scusa. E questo è vero, maledettamente vero.”
Ferruccio de Bortoli, direttore de “Il Sole24Ore”
 
“Tu vuoi sapere come fosse Maria Grazia Cutuli in quelle giornate di novembre. Potrei dirti che era felice perché stava facendo la cosa che amava di più: il mestiere di giornalista.”

Alberto Negri, inviato de “Il Sole24Ore” in Afghanistan.

Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Chiarelettere editore
Collana: reverse
Pagine 230 - euro 12,60
In libreria dal 19 marzo
La rassegna
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Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore, è anche autore, regista e interprete di teatro narrativo civile. Dal 2004 porta i suoi spettacoli in tutta Italia, per mantenere viva la memoria delle tante vittime innocenti spesso dimenticate o letteralmente rimosse da chi fa informazione. E da chi amministra la giustizia. È vicecaporedattore di Radio24-Il Sole24Ore, dove ha condotto Giallo e Nero, trasmissione dedicata ai misteri d’Italia. Dal 1975 ha lavorato e collaborato con numerose testate, tra cui Radio Popolare, Radio Lombardia, Telemilano 2, Rete A, Antenna3, «l’Unità», «L’Europeo», «Il Mucchio Selvaggio». È stato direttore della sede milanese, inviato e cronista parlamentare di Italia Radio dal 1988 al 1999. Ha pubblicato numerosi libri d’inchiesta. Ricordiamo La fabbrica dei profumi (1995), sul disastro ambientale di Seveso, Fausto e Iaio (1996), Roberto Franceschi: processo di polizia (2004), Walter Tobagi. Morte di un giornalista (2005), Una stella a cinque punte. I poliziotti delle inchieste D’Antona e Biagi (2007) tutti pubblicati da Baldini Castoldi Dalai. E ancora Un attimo… vent’anni (Pendragon 2001), storia dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Il delitto D’Antona (2001) e L’ultima bicicletta. Il delitto Biagi (2003), pubblicati dall’editore Mursia.
Per Chiarelettere ha pubblicato Il Paese della vergogna (2007).

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LOTTA CIVILE
IN LIBRERIA DAL 12 MARZO 2009

Dal dolore privato all’impegno nelle scuole, nelle carceri, nella pubblica amministrazione. Giorno per giorno. E’ ciò che contraddistingue questo libro.
Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di Libera e delle Fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morirci.
È essenziale ricordarli: Giuseppe Fava, Rocco Chinnici, Beppe Montana, Roberto Antiochia, Marcello Torre, Silvia Ruotolo, Libero Grassi, Vincenzo Grasso, Barbara Asta e i figli Giuseppe e Salvatore, Mauro Rostagno, Francesco Marcone, Renata Fonte... Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli, fratelli, mogli e mariti.

Nando dalla Chiesa, nell’intervista che chiude il libro, afferma: “Bisogna cominciare a dire le cose che provocano reazioni ma che sono vere”. Lo sta facendo chi ha subìto perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una vera e propria resistenza civile.

“In questo libro non troverete parole rabbiose né anatemi indiscriminati... Sono descritte le traiettorie umane di persone che hanno compiuto il faticoso percorso che muove dal dolore e approda all'impegno.”
Dalla prefazione di don Luigi Ciotti

Lotta civile
di Antonella Mascali*
Chiarelettere editore
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
Pretesti
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*Antonella Mascali è cronista giudiziaria a Radio Popolare di Milano. Ha esordito a “I Siciliani” di Catania. Nel 2007 ha vinto il Premio cronista Guido Vergani.

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PROFONDO NERO
IN LIBRERIA DAL 20 FEBBRAIO 2009


Dal 20 febbraio 2009 in libreria

"La Loggia P2 è stata fondata da Eugenio Cefis che l’ha gestita fino a quando è rimasto presidente della Montedison.”
Secondo una nota riservata del Sismi agli atti dell’inchiesta di Pavia del pm Vincenzo Calia.

“Forse l’abbattimento dell’aereo di Mattei è stato il primo gesto terroristico nel nostro Paese.”
Amintore Fanfani.

“Per me i partiti sono come taxi. Salgo, pago la corsa e scendo.”
Enrico Mattei.

Eccolo il mistero italiano. Il giornalista De Mauro e lo scrittore Pasolini avevano in mano le informazioni giuste per raccontare la verità sul volto oscuro del potere in Italia, con nomi e cognomi.
Erano gli anni Settanta.
Il primo stava preparando la sceneggiatura del film di Francesco Rosi sulla morte di Enrico Mattei, il presidente dell’Eni che osò sfidare le compagnie petrolifere internazionali. Il secondo stava scrivendo il romanzo Petrolio, una denuncia contro la destra economica e la strategia della tensione, di cui il poeta parlò anche in un famoso articolo sul “Corriere della Sera” (“Cos’è questo golpe”).

De Mauro e Pasolini furono entrambi ammazzati. Entrambi avrebbero denunciato una verità che nessuno voleva venisse a galla: e cioè che con l’uccisione di Mattei prende il via un'altra storia d'Italia, un intreccio perverso e di fatto eversivo che si trascina fino ai nostri giorni. Sullo sfondo si staglia il ruolo di Eugenio Cefis, ex partigiano legato a Fanfani, ritenuto dai servizi segreti il vero fondatore della P2. Il "sistema Cefis" (controllo dell’informazione, corruzione dei partiti, rapporti con i servizi segreti, primato del potere economico su quello politico), mette a nudo la continuità eversiva di una classe dirigente profondamente antidemocratica.

Le carte dell’inchiesta del pm Vincenzo Calia, conclusasi nel 2004, gli atti del processo De Mauro in corso a Palermo, nuove testimonianze (tra cui l’intervista inedita a Pino Pelosi, che per la prima volta fa i nomi dei suoi complici) e un’approfondita ricerca documentale hanno permesso agli autori di mettere insieme i tasselli di questo puzzle occulto che attraversa la storia italiana fino alla Seconda Repubblica.

Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Chiarelettere editore
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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Gli autori

Giuseppe Lo Bianco è caposervizio all’Ansa di Palermo. Ha scritto anche per “Il Giornale di Sicilia” e “L’Ora” e oggi collabora con “L’espresso” e “Micro-Mega”.
Sandra Rizza ha lavorato come cronista giudiziaria all’Ansa di Palermo. Ha esordito a “L’Ora” e scritto anche per “Panorama”, “La Stampa” e “il manifesto”. Oggi collabora con “L’espresso” e “MicroMega”.

Insieme hanno scritto Rita Borsellino. La sfida siciliana (2006) e Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano (2006), pubblicati da Editori Riuniti. Sono autori de L’agenda rossa di Paolo Borsellino (Chiarelettere 2007, tre edizioni, 25.000 copie).

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LA QUESTIONE IMMORALE
IN LIBRERIA DAL 6 FEBBRAIO 2009


Dal 6 febbraio 2009 in libreria

“Se oggi c'è un problema della democrazia in Italia, è più un problema di principi che di istituzioni... Dobbiamo essere democratici sempre in allarme."

Norberto Bobbio, “Risorgimento”, 1958

Il problema più urgente: riformare la giustizia. Separazione delle carriere, non obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile dei magistrati, blocco delle intercettazioni telefoniche. Più che l’efficienza della giustizia ai politici sembra stare a cuore il controllo dei magistrati e la garanzia dell’impunità.

Questo libro spiega il come e il perché. Basta togliere l’iniziativa al pm e metterlo alle dipendenze del potere politico. O gli si può togliere il controllo della polizia giudiziaria. O limitare le intercettazioni. Mentre polizia, servizi e quindi il governo per motivi di sicurezza possono intercettare migliaia di cittadini. Un enorme archivio segreto. E nessuno dice niente.

In realtà molto si potrebbe fare per rendere più efficiente la giustizia. Subito. Tinti lo dimostra. E tutti lo sanno. Ma una giustizia che funzioni veramente fa troppa paura.

La questione immorale
di Bruno Tinti
Chiarelettere editore
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
Il sommario
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Vai al blog di Bruno Tinti

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IO SONO IL MERCATO
IN LIBRERIA DAL 6 FEBBRAIO 2009


Dal 6 febbraio 2009 in libreria

“La situazione è paradossale. Si promulgano leggi sempre più severe contro il riciclaggio nelle banche legali ma al tempo stesso l'infiltrazione del capitale criminale nell'economia legale assume proporzioni sempre più inquietanti.”
Jean Ziegler


Un insospettabile marito borghese lascia l’Italia alla volta del Sudamerica e diventa narcotrafficante. Un pesce grosso, di quelli che non ingoiano gli ovuli né trasportano la cocaina nei doppi fondi delle valigie, ma nei cargo, nei container, a tonnellate alla volta.
Dal carcere, il racconto della sua parabola esistenziale getta uno sguardo inedito sul mondo del narcotraffico. Uno sguardo dall’interno, che svela astuzie ma anche vite e abitudini dei grandi mercanti di coca.
Un nuovo punto di osservazione per capire come l’economia illegale riesce a infiltrarsi nell’economia legale e a condizionarla. Perché la coca, oltre i cliché hollywoodiani e le notizie diffuse da tv e giornali, è un affare che finanzia guerre, conferisce potere e ridisegna i rapporti internazionali.

Io sono il mercato
di Luca Rastello
Chiarelettere Editore
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
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Luca Rastello è giornalista de «la Repubblica» e direttore responsabile di Osservatoriobalcani.org. Specializzato in economia criminale e relazioni internazionali, ha diretto «Narcomafie» e «L’Indice», e ha lavorato come inviato per il settimanale «Diario». Ha scritto per Einaudi La guerra in casa e per Bollati Boringhieri il romanzo Piove all'insù.

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UN PAESE DI BARONI
IN LIBRERIA DAL 15 GENNAIO 2009
La rivolta contro i baroni dell'università.
Basta con truffe, favori, abusi di potere e criminalità.
Ecco come non funziona l'università italiana.

- Se non vengo io, tu non sarai nominato preside.
- Che cosa vuoi in cambio?
- Due miei parenti falli entrare…

(Ricostruzione di un dialogo tra docenti, dalla deposizione di Massimo Del Vecchio, professore di Matematica, Bari).

Questo libro racconta l’università dei privilegi e anche
l’università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per
pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull’obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchie nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti.
Bisogna fare così nell’università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro “le regole del gioco”. Negli ultimi anni numerosi casi di intercettazioni fai da te hanno portato a più di un’inchiesta in tutta Italia. Contro prepotenze e abusi.

Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. E poi le lobby: “bianche”, “rosse” e “nere” (senza dimenticare Comunione e liberazione e l’Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori.

Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all’estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi. Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l’università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.

Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue e letteratura, Torino.
“Non ho mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti.”

Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Chiarelettere Editore
Collana: principioattivo
Pagine 336 - prezzo 14,60
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Gli autori
Davide Carlucci è giornalista de la Repubblica. Lavora alla redazione di Milano.
Antonio Castaldo è giornalista del Corriere della Sera. Lavora a Milano.

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IL SUONO E L'INCHIOSTRO
IN LIBRERIA DALL'8 GENNAIO 2009


“Noi dai cantautori abbiamo traslato, copiato, alluso, parodiato, tradotto e, soprattutto, cantato, per dire in privato, con parole rubate, cose che a pensarle non sono mai chiare".
Marco Paolini

Un viaggio nel ritmo dell’Italia contemporanea. Un libro per scoprire il dialogo tra poesia e canzone attraverso le parole di studiosi, giornalisti e artisti, che riflettono sui modi e le forme in cui le due arti si confrontano fra loro, ma anche con alcune forme contemporanee di spettacolo e di performance.

Oltre a interventi di artisti come Teresa De Sio, Sergio Berardo, Aldo Nove, Samuele Bersani, Elisa Biagini, Lello Voce, Frankie Hi NRG Mc, Rosaria Lo Russo, Franco Loi, Enrico Ruggeri, Salvatore Niffoi, David Riondino e Roberto Vecchioni, il libro riproduce alcuni autografi di Fabrizio De André attraverso i quali è possibile ripercorrere i suoi processi creativi.

Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Pagine: 401
Euro: 15,00
Collana: reverse
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Il Centro Studi Fabrizio De André è nato nel 2004 per iniziativa della Fondazione Fabrizio De André Onlus e della facoltà di Lettere dell’Università di Siena. Cura iniziative di ricerca e di divulgazione, organizza convegni, seminari di studio e sostiene iniziative editoriali sull’artista genovese e sulla canzone d’autore.

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LA FINANZIARIA SIAMO NOI
IN LIBRERIA DAL 4 DICEMBRE 2008


Questo libro spiega perché i governi italiani non riusciranno mai a ridurre le tasse. Spiega come mai la spesa pubblica si disperde in mille rivoli e in parte va sprecata. In questo autunno del 2008 sembra scomparso il tradizionale suq del Parlamento, in cui deputati e senatori mercanteggiavano per infilare nella legge finanziaria emendamenti a loro graditi. Ma con le lobby si è patteggiato lo stesso, altrove.
Ancora una volta, chi governa preferisce distribuire favori e sussidi frammentati a questa o quell’altra categoria, per catturarne il consenso, mentre i benefici per la generalità dei cittadini sono scarsi. E’ il meccanismo della politica clientelare, più radicato in Italia che in altri paesi: per difendersene, occorre capire come funziona, e perché la spinta ad aumentare le spese risulta quasi sempre irresistibile.
La storia degli ultimi trent’anni dimostra che è più facile vincere le elezioni facendo promesse irrealizzabili piuttosto che mettere a posto i conti dello Stato.

La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Pagine: 240
Euro: 13,60
Collana: principioattivo
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L'autore
Stefano Lepri è giornalista de La Stampa. Si occupa principalmente di economia e ha seguito tutte le Leggi finanziarie dal 1978 a oggi. Dal 2004 tiene corsi di giornalismo economico all'Università Roma I.

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STRAGE CONTINUA
IN LIBRERIA DAL 13 NOVEMBRE 2008


Più di 6 mila morti sulle strade italiane ogni anno.
Una piaga terribile nell’indifferenza generale.
Proviamo a fermarla.

Un reportage dal fronte. Questo è il libro che vi apprestate a leggere. Una corrispondenza dettagliata, precisa e ragionata da una zona di guerra. Guerra di bassa intensità, ma che va avanti da decenni, circondata da un silenzio di fatto. Guerra globale, perché in atto ovunque, nessuno si senta escluso. Come altro definireste la morte, ogni giorno, tutti i giorni, di sedici persone?
Dalla Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello

I tempi sono maturi perché qualcosa cambi nella giustizia,
nell’assistenza alle vittime e nella prevenzione. La situazione è troppo grave: i politici non possono fingere di non sapere, di non vedere!

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente Associazione italiana familiari e vittime della strada

Mio figlio aveva quattordici anni. Perché si deve perdere la vita così facilmente sulle strade. Perché a chi ha investito mio figlio non hanno fatto nemmeno
la prova del palloncino o l’analisi del sangue.”

Roberto Merli,
Associazione italiana familiari e vittime della strada, tiene corsi di educazione stradale nelle scuole

Perché non parlano degli scontri nei salotti buoni di Vespa? Io so tutto di Cogne. Non accade lo stesso per le vittime della strada…”
Giordano Biserni, ex Ispettore superiore, comandante della squadra di PG della Polstrada
Presidente dell’Associazione sostenitori e amici della polizia stradale

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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Con un contributo di Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente Associazione italiana familiari e vittime della strada
Chiarelettere Editore, Collana Reverse, pagine 224, prezzo 12 euro

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ALZA LA TESTA!
IN LIBRERIA DAL 13 NOVEMBRE 2008


«Forse non saremmo ripiombati in questo tragicomico incubo se molti cittadini avessero seguito l'esempio di Piero Ricca. Cioè se molti cittadini si fossero comportati da cittadini. Piero l'ha fatto quasi ogni giorno, andando a disturbare i potenti con le domande che nessun giornalista osa più fare e con la faccia tosta del bambino che urla: il re è nudo!»
Dalla prefazione di Marco Travaglio

Nella primavera del 2007 Piero, Franz, Diego ed Elia hanno creato l’associazione Qui Milano Libera, nel cui statuto si presentano così: “Siamo un gruppo di amici uniti da onesta passione civile. Prendiamo sul serio la Costituzione del nostro Paese. Difendiamo i valori della legalità e dell’etica pubblica. Ci opponiamo alla manipolazione e alla censura dell’informazione, dedicandoci alla diffusione di verità scomode. Coltiviamo il vizio della memoria. Siamo cittadini, non sudditi”.

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Vincere la passività, non assuefarsi allo scandalo.
Nel segno di questa esigenza morale vivo da anni una mia originale forma di impegno civile, la cui sostanza è questa: interpellare in pubblico il prepotente e l’ipocrita di turno, senza inibizioni e senza sconti beneducati. Mi definiscono un “contestatore”, un “provocatore” - sono soltanto una
persona normale in un Paese anormale, uno che non si rassegna alla vergogna di doverci vivere, nell’Italia delle leggi su misura e del giornalismo addomesticato. Nel Paese in cui la politica ostacola la giustizia anzichè combattere la corruzione, dove la mafia è “un’entità con la quale bisogna convivere” e del conflitto di interessi “non gliene importa niente a nessuno”. Il Paese in cui trionfano i furbi, i servi e i senza vergogna. La patria di Salvatore Cuffaro, di Nicolò Pollari, il mausoleo dell’Eroe Mangano - e il giardino dei balocchi di Silvio Berlusconi
.
Dall’introduzione di Piero Ricca

Libro più dvd di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
(con prefazione di Marco Travaglio)
Pagine: 197
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 16,60
Editore: Chiarelettere

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UN NUOVO CONTRATTO PER TUTTI
IN LIBRERIA DAL 24 OTTOBRE 2008


Il libro di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, con la collaborazione di Tonia Mastrobuoni.

La disoccupazione è calata negli ultimi dieci anni, ma gli italiani sono insoddisfatti: i loro salari sono più bassi della media europea ed è sempre più difficile entrare nel mercato del lavoro dalla porta principale. Soltanto uno su dieci riesce a trasformare il contratto a tempo definito in un’assunzione a tempo indeterminato. Se poi perdi il lavoro e non appartieni a una grande impresa nessuno ti aiuta. E allora, cosa fare contro la precarietà?
I rimedi ci sono: contratto unico senza scadenza per tutti i lavoratori e con tutele gradualmente crescenti. Occorre anche un salario minimo e riformare gli ammortizzatori sociali. Sarà così possibile rilanciare il lavoro e aiutare i giovani, le donne e i disoccupati di tutte le età, smettendo di sostenere solo chi è dentro il mercato. A costo zero per il contribuente. Ma perché nessun governo finora lo ha fatto?

Pretesti

"Solo un disoccupato su cinque (anzichè quattro su cinque come avviene altrove in Europa) riceve un sussidio di disoccupazione". --> a pag. 49

"Ci vuole comunque la volontà di fare sul serio. E' da anni che si parla di riformare i nostri ammortizzatori sociali. Ma nessun governo, quale che sia il suo colore politico, lo fa". --> a pag. 107

"A parità di istruzione ed età, il gap salariale fra uomini e donne in Italia è circa del 26 per cento: gli uomini guadagnano più di un quarto più delle donne. Un'enormità". --> a pag. 25

"La vera soluzione è duplice: primo, un contratto unico per tutti i lavoratori a tempo indeterminato che sia flessibile all'inizio ma che garantisca tutele crescenti nel tempo. Secondo, bisogna introdurre un salario minimo". --> a pag. 67-68

"Per la spesa corrente lo Stato sborsa ogni anno più di 500 miliardi di euro. Una seria riforma costerebbe poco più dell'1 per cento di questa montagna di risorse. Chi si oppone non lo fa perché non ci sono i soldi, ma perché preferisce dare più risorse alle regioni che saranno decisive nella prossima tonata elettorale". --> a pag. 126

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Gli autori

Tito Boeri è professore ordinario all’Università Bocconi di Milano e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti. Ideatore e coordinatore del sito www.lavoce.info, è anche editorialista de “la Repubblica”. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Contro i giovani (con Vincenzo Galasso), Mondadori; Come sta cambiando l'Italia (con Richard Baldwin e Giorgio Barba Navaretti), Il Mulino.

Pietro Garibaldi è professore ordinario di Economia politica all’Università di Torino. Ha lavorato come economista al Fondo Monetario Internazionale. È direttore del Collegio Carlo Alberto, fondato dall’Università di Torino e dalla Compagnia di San Paolo. Redattore del sito www.lavoce.info, è anche editorialista de “La Stampa”.

Il libro
Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Ed. Chiarelettere
Collana: reverse
Prezzo: euro 10,00
Pagine: 131

“Motivi di efficienza e di equità richiedono che sia ridotta la segmentazione del mercato, stabilendo regole più uniformi, in base a cui il rapporto di lavoro acquisisca stabilità con il passare del tempo".
Mario Draghi, 31 maggio 2006

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EVAPORATI IN UNA NUVOLA ROCK                                                                                                IN LIBRERIA DAL 23 OTTOBRE


La storia e le foto di una tournée indimenticabile 1978-‘79
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio

L’idea di un tour con un gruppo rock sulle prime mi spaventò, ma il rischio ha sempre il suo fascino: proprio per questo, un tour insieme alla PFM poteva risolversi in una grande avventura. All’epoca ero tormentato da interrogativi sul mio ruolo, sul mio lavoro, sull’assenza di nuove motivazioni. La PFM mi risolse il problema, dandomi una formidabile spinta verso il futuro, stimolandomi a rimettermi a creare per non morire.
La nostra tournée è stata il primo esempio di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perchè PFM non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione, ma un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana. Ecco, un giorno hanno preso tutto questo e l’hanno messo al mio servizio.             
Fabrizio de André

Guarda la fotogallery su repubblica.it

Per la prima volta il diario ufficiale di un evento irripetibile: una sfida, un viaggio, un sogno controvento che, trent’anni fa, hanno rivoluzionato per sempre la musica italiana. Raccontato oggi da Guido Harari e Franz Di Cioccio attraverso fotografie in gran parte inedite e le testimonianze di tutti i protagonisti e di amici tra cui Claudio Baglioni, Angelo Branduardi, David Riondino e Vasco Rossi.


«Belìn, domani andiamo a Venezia, mi faranno la pelle», dice lui. «Ma Faber, che cazzo dici? Non esagerare», ribatto io. «Tu non puoi sapere», prosegue, «perché tra Genova e Venezia c’è sempre stata rivalità. Mi odiano». E io: «Roba antica». «No», insiste lui. «Stiamo vicini, stiamo uniti, so che mi capiterà qualcosa. Faranno saltare il concerto.» Fabrizio è come proiettato nello spazio-tempo di una neofaida stile Repubbliche Marinare. Al ristorante si lamenta che il pesce non è buono come a Genova («Venezia è sempre stata una palude») e io: «Guarda che te la stai cercando». «Ma questa è roba per turisti», liquida lui con una serie di provocazioni pesanti e via a cena, a snocciolare cenni storici pazzeschi.
Questa era una delle cose più affascinanti del tour. Quando raccontava cose, fatti, leggende, Fabrizio era imbattibile e sapeva tutto. Non c’era argomento su cui lui non avesse qualche aneddoto, qualche particolarità. Oltre alla storia ben nota dei Vangeli apocrifi, conosceva la versione underground di ogni tipo di argomento. Degli indiani sapeva che gli Uroni erano stronzi e che i Comanchi avevano sofferto di più, e i Cheyenne erano ladri di cavalli e poi passava dagli indiani ai Dogi, e ce n’era anche per loro, e ancora un salto temporale a parlar di García Lorca e
della guerra franchista.

Franz Di Cioccio

Durante le prove al palasport di Bologna giravo come una trottola tra palco e camerini cercando spunti per il reportage che avevo in mente per la copertina del disco live. Volevo cogliere qualche scintilla di «verità» che mi spiazzasse, confortandomi in una visione estetica non allineata della musica, distante dagli artifi ci e dalle moine del marketing. A un tratto, in un corridoio, la mia attenzione fu attratta da un mucchietto di vestiti appoggiati per terra. Immediato il ricordo dei cenci abbandonati dai desperados sulle rive dell’Oder-Neisse prima di passare clandestinamente a nuoto il confi ne tra Germania e Polonia. Ci volle un attimo per capire che quel mucchietto informe era Fabrizio che, azzerato dall’influenza, s’era addormentato contro un termosifone. Ci affezionammo entrambi a questa foto, tanto che lui me la volle chiosare con una parafrasi del Pescatore: «Col culo esposto a un radiatore s’era assopito il cantautore». È la mia foto preferita di tutte quelle che ho realizzato con lui nell’arco di vent’anni.
Guido Harari

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Gli autori

Guido Harari
. Nato al Cairo d’Egitto, nei primi anni Settanta avvia la duplice professione di fotografo e di critico musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia. Ha firmato copertine di dischi per Claudio Baglioni, Angelo Branduardi, Kate Bush, Vinicio Capossela, Paolo Conte, David Crosby, Pino Daniele, Bob Dylan, Ivano Fossati, BB King, Ute Lemper, Ligabue, Gianna Nannini, Michael Nyman, Luciano Pavarotti, PFM, Lou Reed, Vasco Rossi, Simple Minds e Frank Zappa, fotografato in chiave semiseria per una storica copertina de «L’Uomo Vogue». È stato per vent’anni uno dei fotografi personali di Fabrizio De André. Ha al suo attivo numerose mostre e libri illustrati tra cui Fabrizio De André. E poi, il futuro (Mondadori, 2001), Strange Angels (2003), The Beat Goes On (con Fernanda Pivano, Mondadori, 2004), Vasco! (Edel, 2006), Wall Of Sound (2007) e Fabrizio De André. Una goccia di splendore (Rizzoli, 2007). Da tempo il suo raggio d’azione abbraccia anche l’immagine pubblicitaria e istituzionale, il reportage a sfondo sociale e il ritratto di moda.
www.guidoharari.com

Franz Di Cioccio. Nato a Pratola Peligna (L’Aquila) sotto il segno dell’Acquario, ha da sempre nel suo Dna la passione per la musica, ereditata dal padre oboista. A diciassette anni fonda i Quelli con Franco Mussida e Pino Fava loro a cui si aggiungono Giorgio Piazza e Flavio Premoli. Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta è il sessionman più richiesto in Italia e suona nei dischi di Battisti, De André, Celentano, Dik Dik, Equipe 84 e Mina. Nel 1970 fonda con Mussida, Piazza e Premoli (ai quali si aggiunge poi Mauro Pagani) la Premiata Forneria Marconi, che diventa, con la sigla PFM, la punta di diamante del rock italiano su scala internazionale, con oltre 4.200 concerti al suo attivo e 25 dischi pubblicati in tutto il mondo, tra cui Storia di un minuto (1972), Per un amico (1972), Live In USA (1974), Suonare suonare (1980) e i due volumi In concerto registrati durante la tournée con Fabrizio De André (1979). Frontman, batterista, autore e conduttore di programmi radio-televisivi, attore, compositore di musiche per il cinema e la televisione, produttore musicale, dirige due etichette discografiche (Aereostella dedicata al rock e Immaginifica dedicata alla musica progressiva). È anche autore di libri tra cui Due volte nella vita , biografia ufficiale di PFM (Mondadori, 1996) e Sulle corde di Lucio - Indagini battistiane (con Riccardo Bertoncelli, Giunti 2008). Nel 2006 è il primo artista di una rockband a essere insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica.
www.pfmpfm.it

Il libro
Evaporati in una nuvola rock
Ed. Chiarelettere
Prezzo: euro 37,00
Pagine: 240

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LA PAGA DEI PADRONI
IN LIBRERIA DAL 9 OTTOBRE 2008

I numeri fanno impressione. Mentre la Borsa nel 2007 ha perso l’8 per cento circa, gli stipendi dei manager sono saliti del 17 per cento. Idem per il 2006. Lo stipendio di Alessandro Profumo, amministratore delegato dell’Unicredit, è cresciuto del 39 per cento (9 milioni 426mila euro). Il valore di mercato delle azioni Unicredit è sceso del 17 per cento. Perché?

Non è demagogia. L’economia italiana è in piena recessione. I salari perdono potere d’acquisto. È sempre più difficile arrivare alla fine del mese. E la colpa di chi sarebbe? Dei dipendenti pubblici, definiti “fannulloni”, dei piccoli imprenditori, tutti evasori, dei lavoratori dipendenti, poco produttivi e troppo sindacalizzati.

Manager, banchieri e capitani d’industria restano immuni da responsabilità. Per loro, se c’è qualcosa che non va è a causa della politica o del mercato internazionale. Ma non è così. Basta vedere quanto guadagnano, e come.

Questo libro mette insieme gli stipendi e le storie della nostra classe dirigente. Un sistema granitico, di signorie e vassallaggi. I nomi sono sempre gli stessi da anni: Ligresti, Pesenti, Berlusconi, Moratti, Agnelli, Colaninno, Romiti, De Benedetti, Caltagirone, Benetton... Protagonisti di un sistema che pensa più alla finanza che all'industria, più a mantenere un sistema di potere che a far prosperare le imprese. Condottieri di un capitalismo malato.

E poi c’è Mediobanca, l’epicentro del potere finanziario da sempre, la scatola nera del privilegio.
La parola chiave è una sola: fedeltà. Allora lo stipendio milionario è assicurato.

Come insegna la saga infinita dei dirigenti pubblici, spostati da una parte all’altra, sempre con buonuscite record, e dopo aver accumulato, molto spesso, perdite disastrose. E quella dei capitalisti senza capitali, che controllano una società con un’altra società, un’altra ancora, un’altra... Così hanno diritto a pochi dividendi, ma il potere è loro, basta una firma ed ecco che scatta il compenso d’oro.

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Gli autori

Gianni Dragoni è inviato de “Il Sole 24 Ore”. Si occupa di temi legati all’industria pubblica, le privatizzazioni, i bilanci delle società di calcio. Cura la rubrica PAY WATCH, che analizza le retribuzioni dei manager delle società quotate.

Giorgio Meletti è responsabile della redazione economica del Tg La7. Ha lavorato al “Corriere della Sera”, dove si è occupato in prevalenza dell’industria pubblica e degli incroci tra economia e politica. Ha curato con Luca De Biase, BIDONE.COM, storia della bolla Internet all’italiana (Fazi 2001)

Il libro
La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Ed. Chiarelettere
Collana: principioattivo
Prezzo: 14,60
Pagine: 304

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BAVAGLIO
IN LIBRERIA DAL 21 LUGLIO


Passeranno dalla cronaca alla storia questi giorni di giugno e luglio 2008. Li chiameranno: i giorni del bavaglio. Quando il Senato votava per interrompere il proesso del premier accusato dal Tribunale di Milano per la corruzione del testimone Mills e per farlo minacciava di fermarne altri centomila. In via d'urgenza. E in nome della sicurezza.

Quando la destra italiana, con nessuno scandalo della sinistra, anzi d'accordo, approvava il nuovo lodo Maccanico-Schifani-Alfano per garantire l'immunità alle più alte cariche dello stato. Quella del premier in particolare. In via d'urgenza. E in nome della sicurezza.

Quando la destra italiana, senza troppo scandalo della sinistra, anzi d'accordo, preparava le nuove leggi per vietare ai magistrati e agli investigatori l'uso delle intercettazioni telefoniche per un'allarmante sequenza di reati. Proibire in perpetuo la loro pubblicazione e quella di ogni altro atto giudiziario, anche per riassunto. Deliberare il carcere per i giornalisti e ingenti multe per gli editori. E in nome della sicurezza sospendere la libertà di stampa.

Ecco allora Il bavaglio, un libro contro le nuove leggi-vergogna e per far conoscere tutte le carte che la CASTA vuole nascondere ai cittadini. Prima che sia troppo tardi.
di Peter Gomez

Lodo Alfano e immunità per le alte cariche. Non è vero che "Così fan tutti" di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio

Il bavaglio
di Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Pagine 240, prezzo euro 12,00
Collana: principioattivo

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I CINESI NON MUOIONO MAI
IN LIBRERIA DAL 12 LUGLIO


I cinesi in Italia: la più numerosa comunità d’Europa. Ma quanti sono? Cosa fanno? Come arrivano? Molto è cambiato dagli anni Ottanta. Erano 2000. Oggi sono 150mila. Rappresentano il 5 per cento del totale degli immigrati regolari. Poca cosa. Eppure li vediamo ovunque nelle nostre città. Aprono negozi, bar, ristoranti, interi quartieri sono diventati piccole Chinatown. Un’impresa straniera su sette è cinese.

La prima generazione di immigrati oggi ha i figli che frequentano l’università. Ma allora li guardavamo con curiosità, ora con paura. L’Italia è cambiata. Sono accusati di tutto: prostituzione, riciclaggio di denaro sporco, traffico di rifiuti, sfruttamento di bambini. Ma siamo sicuri che sia veramente così?

Vale la pena conoscerli da vicino e raccontarli. Dietro una quantità industriale di luoghi comuni (“i cinesi non muoiono mai”, “nei ristoranti servono carne di cane” eccetera), le storie e le testimonianze raccolte in questo libro rivelano un popolo ottimista, che vede un futuro davanti a sé e ha voglia di costruirselo.

Un reportage nell’Italia di oggi, da Torino a Matera, passando per la provincia italiana (a Bagnolo Piemonte gli scalpellini cinesi sono leader nella lavorazione della storica pietra di Luserna, quella dei sampietrini che pavimentano le nostre strade), Milano, il ricco Nordest, Prato (dove troviamo il fondatore della Giupel, il primo cinese ammesso in Confindustria), Roma, Napoli (qui le donne partenopee fanno da babysitter ai bimbi con gli occhi a mandorla)...

Vedendo all’opera i cinesi capiamo anche cosa siamo diventati noi. Un Paese stanco, rassegnato e spaventato. Che guarda con sospetto chi, come loro, scommette sulle proprie capacità e investe nel lavoro e nelle nuove generazioni. Se la mafia gialla fa paura è perché i malati siamo noi.

Il sommario

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Gli autori

Raffaele Oriani è giornalista di “Io donna”, il settimanale femminile del “Corriere della Sera”. È autore di Pompei. Scene da un patrimonio (I libri di Reset, 1998) e A nord. Volti e storie dal tetto d'Europa (Editori Riuniti, 2000).

Riccardo Staglianò
è giornalista de “la Repubblica”. Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di Giornalismo, sezione giovani. È tra l’altro autore di Bill Gates. Una biografia non autorizzata (Feltrinelli, 2000), e L’impero dei falsi (Laterza, 2006).

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IL PARTITO DEL CEMENTO
IN LIBRERIA DAL 4 LUGLIO


Adesso come allora. Come ai tempi de La speculazione edilizia di Calvino (1957). Una nuova colata di cemento si abbatte sull’Italia, a partire dalla Liguria. La febbre del mattone non conosce ostacoli perché raccoglie consensi trasversali, e al diavolo il paesaggio.
Chi può, se ne va ai Caraibi. Castelli, ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali: tutto si può “riqualificare”, parola magica che nasconde ben altro.

Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti.
Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell’ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi. Controllori e controllati spesso sono la stessa persona, famigliari o amici fidati.
“Fare sistema” da queste parti vuol dire costruire una rete sul territorio che non lascia spazi a chi non è della partita. In nome degli affari.

La Liguria sta coprendosi di quasi tre milioni di metri cubi di cemento e se non c’è più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico (ma Renzo Piano si è ritirato da un progetto che inizialmente portava la sua firma).

Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l’imbroglio, la trama del sottogoverno e l’interesse personale. Di un’umanità approssimata moralmente e culturalmente.
Addio all’Alassio di Carlo Levi e di Hemingway, addio alla Sanremo di Calvino, addio alle Bocche di Magra della Duras, di Vittorini, Pavese, Einaudi. Addio alla Liguria degli artisti e degli intellettuali.

Ma non tutto è perduto, c’è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso. Tutti possiamo esercitare il ruolo di cittadini, come dimostrano le associazioni libere e le iniziative che sono nate in questi mesi, in questi anni.

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Gli autori

Ferruccio Sansa, già giornalista del Messaggero e de la Repubblica, è ora inviato del Secolo
XIX
. Ha pubblicato per la Bur-Rizzoli Milano da morire (con Luigi Offeddu, 2007). Collabora con
MicroMega.

Marco Preve è giornalista de la Repubblica. Anch’egli collabora con MicroMega.

Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prefazione di Marco Travaglio
Collana Principioattivo
Pagine 320, prezzo 14,60

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IL RITORNO DEL PRINCIPE
IN LIBRERIA DA 27 GIUGNO

“Il potere non è nel Consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più.”
Leonardo Sciascia

Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C’è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c’è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.

Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

Il ritorno del principe 
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Chiarelettere editore
Collana Reverse
pp. 368, prezzo 15,60

La rassegna

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Dalle premesse degli autori
 
Roberto Scarpinato
Questo è un libro di storie «oscene» che nel loro intrecciarsi sui terreni della mafia, della corruzione e dello stragismo possono offrire una chiave per comprendere pagine importanti del passato e per decifrare il presente e il futuro… o forse la mancanza di futuro del Paese.
 
Saverio Lodato
Questo non vuole essere un libro sulla mafia.
Non è un libro sulle stragi. Non è un libro sulla corruzione. Semmai è la spietata radiografia che mostra la faccia scura e nascosta, la storia inconfessabile, di un Giano bifronte: lo Stato italiano.
Si sarebbe fatto ancora una volta il gioco del Principe rinunciando finalmente a una visione panoramica, pur nei limiti di un singolo libro, di mafia, stragi e corruzione, messe finalmente tutte insieme. È proprio in questo intreccio la chiave di volta per capire ciò che altrimenti resterebbe incomprensibile, indecifrabile, inspiegabile.
C’è un solo filo da scoprire, se si vuole dipanare l’intera matassa
.

Gli autori

Saverio Lodato, giornalista e scrittore, lavora per “l’Unità”. Tra i suoi libri, per Mondadori: La mafia ha vinto (con Tommaso Buscetta); Ho ucciso Giovanni Falcone (con Giovanni Brusca). Per Rizzoli: Trent'anni di mafia; Intoccabili (con Marco Travaglio); La linea della palma (con Andrea Camilleri).
 
Roberto Scarpinato è procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, dove dirige il Dipartimento Mafia-economia. Ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni. È stato uno dei pm nel processo Andreotti.

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NON CHIAMARMI ZINGARO

IN LIBRERIA DAL 19 GIUGNO

Tutti ne hanno paura ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre. La parola ai rom.

“La parola zingaro è diventata offensiva, per cui essi stessi e i loro amici evitano di pronunciarla. Una volta non lo era…”
Dal prologo di Predrag Matvejevic’
 
“Io fino a sei o sette anni fa nascondevo il fatto di essere rom. Poi sono arrivato a capire che sono come tutti e che il problema non è mio, ma di chi mi disprezza... Da allora ho realizzato che non mi devo più nascondere perché non ho niente di cui vergognarmi.”
Giovanni, frate rom
 
Se proprio non volete vederci come esseri umani allora guardateci come specchio: vi conoscerete meglio e senza nemmeno spendere un soldo.
Bobby, fotografo rom
 
“Fa male vedere come trattate degli esseri umani che nella loro storia non hanno fatto del male a nessuno. Noi jenisch, rom, sinti, non siamo mai entrati in guerra.”
Mariella Mehr, scrittrice jenisch, vittima del programma dell’associazione svizzera Pro Juventute
 
“Morto all’età di ventun anni, Giuseppe Catter, il partigiano Tarzan, era uno zingaro. Ci furono altri sinti e rom che combatterono per restituire libertà al nostro Paese. Peccato che nessuno lo sappia.”
Francesco Biga, direttore dell'Istituto storico della Resistenza di Imperia
 
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Pino Petruzzelli, barese di origine, da anni vive e lavora a Genova, dove dirige il Centro Teatro Ipotesi. Attore e regista, si è sempre occupato di razzismo.
Recenti il suo spettacolo Periplo Mediterraneo e l’orazione andata in onda a TERRA! di Canale 5, in cui ricostruisce una storia di zingari deportati nei campi di sterminio.



Non chiamarmi zingaro

il nuovo libro di Pino Petruzzelli
Prologo di Predrag Matvejevic
Chiarelettere Editore, Reverse, pp. 256, euro 12,60
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Vignetta di
Natangelo

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L'ATTENTATO
IN LIBRERIA DAL 15 MAGGIO

“Lo stato, oggi, consiste soprattutto nei cittadini democratici che non si arrendono, che non lasciano andare tutto alla malora”.
Italo Calvino

“È successa una cosa terribile: hanno sparato a tuo papà. Gli hanno sparato alla Testa.”
È il 16 novembre del 1977, Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa, è stato ferito dalle Br. Morirà due settimane dopo. “Servo dello Stato” lo avevano bollato
i suoi assassini, per lui era un titolo d’onore.

Da quel tragico evento, che ha segnato la vita di Andrea, ex militante di Lotta continua, prende le mosse questo libro scarno e essenziale; essenziale come può essere il dolore di un figlio che ha perso il proprio padre, ucciso perché persona libera e coraggiosa. Casalegno, che aveva fatto la Resistenza nel Partito d’Azione, scriveva parole durissime contro i terroristi e in difesa della legge. Nessuna indulgenza.

La ricostruzione di Andrea ci riporta a quell’anno “horribilis” (più di duemila attentati terroristici) e ancora prima, al ’68, all’occupazione delle università, poi alla militanza politica in Lotta continua. Il terrorismo, lo scontro sul caso Moro, la vicenda Calabresi rimangono ferite tuttora insanabili.

Il libro alterna al racconto pubblico quello privato e famigliare, regalandoci sprazzi di storia di un’Italia che non c’è più, borghese, laica e liberale, restituita attraverso episodi e personaggi che rivelano un’umanità lontana. Recuperare le parole di allora aiuta a capire quali parole possiamo usare adesso, per evitare altri lutti e altri errori.

“In un Paese che non riesce a processare gli attentatori di piazza Fontana, non si può aspettare la sentenza definitiva della magistratura per togliere dal governo un boss indiziato di complicità con la mafia.”
L’ultimo articolo di Carlo Casalegno su La Stampa (16 novembre 1977)
 
“Nella storia della nostra repubblica l’uccisione di Carlo Casalegno ha un significato molto serio, che trascende la cronaca di questi anni: è il primo italiano assassinato per le sue idee, apertamente professate.”
Alessandro Galante Garrone
 
“Avevamo sempre condannato la lotta armata... ma non eravamo innocenti.”
Andrea Casalegno L’Attentato p. 10
 
“Ogni uomo è fatto di uomini. Sono loro la sua sostanza. Chi lo uccide li uccide tutti, strappa la lingua al suo mondo, che muore con lui. L’assassino lo sa.”
Andrea Casalegno L’Attentato, p. 110
 
“Chiunque sa che una persona che lui conosce è un assassino e non lo denuncia è a sua volta un assassino.”
Andrea Casalegno L’Attentato, p. 105

L'attentato
di Andrea casalegno
Chiarelettere editore
Collana reverse, pp. 140, 12,00 euro

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Andrea Casalegno è nato a Torino nel 1944. È stato redattore della casa editrice Einaudi e attualmente è giornalista del Sole 24 Ore. Ha tradotto molti classici di lingua tedesca, tra cui il Faust di Goethe. Questo è il suo primo libro.

“No future for me, no future for you”
Sex Pistols

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VOGLIA DI CAMBIARE
IN LIBRERIA DAL 10 APRILE 2008
                                                             
ELEZIONI POLITICHE 2008

“Io mi auguro che l’Italia possa finalmente diventare un paese normale... un paese in cui sia abolita la doppiezza.” Dalla testimonianza di Enzo Biagi.

“È sbagliato dire che le donne non vogliono fare figli. La verità è che non possono.”
Dall’intervista a Franco Bassanini.

I trasporti record della Spagna
“I treni Ave sono talmente puntuali che le ferrovie spagnole, prime al mondo, assicurano il rimborso del 100 per cento del prezzo del biglietto per ritardi superiori ai cinque minuti.”

Di lavoro in Italia si muore. In Svezia no
“In Svezia, un’operaia ha bloccato la produzione nella sua fabbrica perché ha segnalato delle mancanze nel sistema di sicurezza… l’ispettore le ha dato ragione e la produzione è ripresa solo dopo aver sistemato la falla… Un operaio del bergamasco che ha segnalato condizioni rischiose per i lavoratori è stato accusato di mobbing e sospeso tre giorni dal lavoro, senza stipendio.”

La "flessicurezza" in Danimarca
“Immaginate di poter essere licenziati con un preavviso di soli cinque giorni… da subito riceverete un’indennità di disoccupazione dell’80 per cento… E poi, entro tre mesi, l’Ufficio pubblico del lavoro preparerà un job plan su misura per voi, che vi potrà trovare non solo un nuovo lavoro, ma un buon lavoro.”

Gran turismo alla francese
Francia: “La Francia è ormai stabilmente, dal 1990, prima potenza turistica mondiale… Titolo che nel 1970 spettava all’Italia.”

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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Con una testimonianza di Enzo Biagi
In Appendice l’intervista a Franco Bassanini
Chiarelettere Editore
Principio Attivo, pp. 240, euro 13,40

Salvatore Giannella da oltre trent’anni è alla scoperta di storie e personaggi “luminosi”, carichi di realtà e di favola. Lo ha fatto come cronista e inviato dell’Europeo e come direttore di Genius e di Airone, uno dei maggiori successi editoriali del dopoguerra. Dal 2000 al 2007 ha curato le pagine  di cultura e scienze del settimanale Oggi, del quale attualmente è tra le principali firme. Proprio per Oggi ha pubblicato la recente  inchiesta sulla “meglio Europa”, da cui tra spunto questo libro.

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SE LI CONOSCI LI EVITI
IN LIBRERIA DAL 28 MARZO 2008
                                                                 
ELEZIONI POLITICHE 2008

Il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio

Riciclati, imputati, condannati, fannulloni del nuovo Parlamento. Il Who’s who della politica italiana.

“Mi sono battuto fino all’ultimo perché Enzo Biagi restasse alla Rai.” (Silvio Berlusconi, febbraio 2008).
“Non penso affatto di presentarmi come leader del centrosinistra.” (Walter Veltroni, gennaio 2006).
“Voglio che sia a tutti chiaro che non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel
nuovo partito di Berlusconi.” (Gianfranco Fini, novembre 2007).
“Italia, Italia, vaffanculo!” (Mario Borghezio, luglio 2005).
“Veltroni leader del Pd? Non finché io vivo.” (Massimo D’Alema, giugno 2006).
“Un uomo, con il mio curriculum, l’avrebbero già fatto presidente della Repubblica.” (Anna Finocchiaro, maggio 2005).

Chiarelettere editore
Principio Attivo, pp. 576, euro 14,60

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Tutte le presentazioni del libro verranno segnalate nell'area "prossimi appuntamenti" del blog.

Peter Gomez, inviato dell’Espresso, è autore con Marco Travaglio di libri di grande successo. Tra gli altri ricordiamo: Regime (2004), Inciucio (2005), Mille balle blu (2006), tutti pubblicati dalla Bur. Con Lirio Abbate ha scritto I complici (Fazi 2007). Con Pino Corrias e Marco Travaglio firma il blog voglioscendere per Chiarelettere.

Marco Travaglio scrive per l’Unità, l’Espresso, A, la Repubblica e Micromega. È ospite fisso nella trasmissione di Michele Santoro, Annozero. Il suo più recente successo (con Gianni Barbacetto e Peter Gomez) è Mani sporche (Chiarelettere 2007). Altri suoi libri: La scoparsa dei fatti (Il Saggiatore 2006), Uliwood party (Garzanti 2006).

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VIAGGIO NEL SILENZIO
IN LIBRERIA DAL 13 MARZO 2008

“Quanta sporcizia c'è nella Chiesa... Signore, la veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli!" (Cardinale Joseph Ratzinger, 2005)

Aiutiamo la Chiesa a eliminare questa terribile macchia. Non stiamo parlando di casi isolati, lo scandalo dei preti pedofili non riguarda solo gli Stati Uniti (5000 casi!). Sono migliaia in tutto il mondo, e molti in Italia. Un fenomeno taciuto per anni. E coperto dal Vaticano, pronto a solidarizzare anche con chi è stato condannato dalla giustizia dei loro paesi. O, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio.

“Tu non parlare con nessuno”: la Chiesa sembra offrire solo la promessa del perdono alle vittime e ai colpevoli, tutti allo stesso modo peccatori. Pesa molto l’elogio di Giovanni Paolo II al fondatore dei Legionari di Cristo, ritenuto colpevole di decine di abusi, l’imbarazzo di fronte ai casi di don Cantini e don Gelmini, tanto amico di illustri personaggi (Berlusconi, Gasparri, Fini).

Ma adesso qualcosa sta cambiando. Questo libro raccoglie le voci di chi ha avuto il coraggio di denunciare e ribellarsi, raccontando anche che cos’è oggi la vita di un prete. Ci aspettiamo dalla Chiesa un gesto forte che la renda credibile agli occhi del mondo come ispiratrice di giustizia e verità.

Postfazione di Massimilano Frassi, presidente dell’associazione Onlus Prometeo. Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata.
Con una lettera a Giovanni Paolo II di un gruppo di ex Legionari di Cristo, vittime di padre Marcial Maciel Degollado.

L'autrice
Vania Lucia Gaito, psicologa, salernitana di origine, collabora dal 2006 con il blog di controinformazione Bispensiero sul quale, nel maggio 2007, ha trasmesso e sottotitolato il documentario della BBC, Sex Crimes and Vatican.

Lo scoop del video, visto in Italia da oltre cinque milioni di persone, ha aiutato a uscire allo scoperto decine di vittime di abusi, le cui testimonianze sono qui in parte raccolte.

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Il comunicato di Chiarelettere

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DOVEVA MORIRE
IN LIBRERIA DAL 28 FEBBRAIO 2008

No, nessuna dietrologia. Sembra che oggi in Italia non si possa parlare di Moro se non per dire che non c’è niente da dire. Invece proviamo a mettere insieme tutto quello che sappiamo e soprattutto quello che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere. Fatti, documenti, testimonianze sono lì, davanti a noi. Non dietro.

Il sommario (II edizione)

Pretesti

Documenti

LA RASSEGNA

Guarda il video della presentazione di Roma (15 marzo 2008, Libreria Feltrinelli di Piazza Colonna)

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NOSTRA ECCELLENZA
IN LIBRERIA DAL 7 FEBBRAIO 2008

Il Paese che reagisce. Sindaci, imprenditori, insegnanti, preti, vigili urbani, medici.

Storie vere, né di Destra né di Sinistra, raccontate da Massimo Cirri e Filippo Solibello, le voci di Caterpillar

I trasporti pubblici devono per forza essere a pagamento? A Verbania dicono di no, e hanno sperimentato il servizio gratuito. In Sicilia, a Castelbuono, gli asini fanno servizio di nettezza urbana, con un risparmio in bolli, assicurazione, manutenzione e gasolio. A Sogliano al Rubicone, vicino Cesena, una discarica all’avanguardia fa guadagnare al comune circa 11 milioni di euro l’anno. Che diventano sostegno ai cittadini per l’acquisto della prima casa, bonus per ogni nuovo nato di 1500 euro, i trasporti scolastici e l’asilo nido gratis. A Bellizzi, provincia di Salerno, nei luoghi dell’ “emergenza rifiuti”, si arriva al 60% di raccolta differenziata, e immondizia per le strade non se ne è mai vista.

Storie vere, né di destra né di sinistra. Non sembra Italia. E viene voglia, come fanno gli autori, di esultare, fare la ola, intonare cori, appendere striscioni e picchiare sui tamburi. Perché c’è sempre l’intuizione di un uomo, di una donna, di un sindaco, di un imprenditore, di un prete, a dirci che l’Italia non è solo quella che raccontano i telegiornali.

Autori: Massimo Cirri e Filippo Solibello
Editore: Chiarelettere
Pagine: 182 - 12 euro
Collana: reverse

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Il libro esce in occasione della campagna internazionale per il risparmio energetico M’illumino di meno.

Massimo Cirri, toscano trapiantato a Milano, 48 anni. Psicologo nel servizio sanitario nazionale al mattino e conduttore radiofonico nel pomeriggio; prima a Radio Popolare, poi alla Rai, Radio2, con Caterpillar. Alla sera autore teatrale con Lella Costa. Ha scritto per Diario, Linus, Smemoranda, Tango e Cuore. È stato autore televisivo per Fuori Orario (1987-88, Rai 3), Saxa Rubra (1994, Rai 3), Mitiko (2006, La 7).

Filippo Solibello, milanese, 35 anni, passa le sue giornate dietro a un microfono da quando ne aveva venti. Inizia a Radio Popolare di Milano, per poi approdare in Rai nel 1997 a Caterpillar (Radio2), prima come inviato, poi, dal 2000, come conduttore insieme a Massimo Cirri. Nel 2004 realizza per Rai 3 Star Trekking insieme a Claudio Sabelli Fioretti.


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SPARLAMENTO. VITA E OPERE DEI POLITICI ITALIANI
IN LIBRERIA DAL 31 GENNAIO 2008

E' finita la legislatura.
Ecco da chi eravamo rappresentati.
Teofurbi, Affaristi, Trasformisti, Massoni, Famigli.


Sparlamento, il nuovo libro edito da hiarelettere, racconta vita e opere dei politici italiani dal punto di vista di un cronista parlamentare di Repubblica, Carmelo Lopapa, ogni giorno a Montecitorio e Palazzo Madama per raccontare la politica italiana.

Figli, fratelli, mogli, ex mogli, intere famiglie al seguito. E molti soldi che girano. Prima del crollo, dentro il Palazzo si fa festa. Non senza insulti, dispetti e aggressioni. Carmelo Lopapa racconta quello che ha visto e sentito. Il suo viaggio comincia dalla testimonianza inedita di un funzionario, uno di quelli che dentro il Parlamento ci ha passato una vita, e prosegue con molto altro.

Leggere come impiegano il tempo molti dei nostri parlamentari può far ridere: c’è chi vuole una legge per valorizzare il tortello di zucca o per indire la giornata del maccherone, chi vuole un casinò, un bagno turco, le terme per tutti (solo il 7,3% delle leggi sono approvate, contro il 50% della Germania e l’86 della Spagna). Ma fa anche rabbia vedere come trionfi il trasformismo (“Voltar gabbana è nel DNA degli italiani” dice Mastella), si moltiplichino i Fratelli (“Io non rinnego la massoneria”, parola di onorevole) e i “laici devoti” alla Chiesa.

Le maschere del potere non muoiono mai, è tutto tragicamente vero. C’è chi dice che ogni paese ha la classe dirigente che si merita. Forse non è così.
 
Sparlamento
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Chiarelettere editore
Pagine 238 - 12,60 euro
Collana reverse

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Dalla Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Ilarità, gestacci, i cappi al collo, i cartelloni in aula, le ingiurie, “assassino!”, il dito medio alzato, le botte… Questo libro è una radiografia della nostra classe politica, osservata giorno dopo giorno da un giovane giornalista che lavora nel Palazzo. È il racconto del backstage di Camera e Senato, sorprendente e avvilente allo stesso tempo, documento del degrado in cui è precipitata la democrazia rappresentativa in Italia.  

Dal Pretesto 2
“Se sto al bar qui di fronte a Montecitorio sono in grado di riconoscere un Fratello anche se non ci siamo mai visti prima. La mia segretaria, curiosissima, non riesce a capacitarsi.”
Matteo Brigandì, massone in sonno, deputato della Lega Nord.

“Grande impresa di sedici parlamentari italiani, otto senatori e otto deputati. Erano al seguito del ministro degli Esteri Gianfranco Fini… a Kabul. Finita la sua missione, il capo della Farnesina è tornato all’aereo dell’aeronautica, ma dei sedici si erano perse le tracce. Fini era molto nervoso. Dopo quasi un’ora ha perso la pazienza e ha dato ordine al pilota di partire. Mentre chiudevano i portelloni è spuntata la carovana dei parlamentari che si sono presentati con pacchi di tappeti. La diessina Roberta Pinotti aveva anche un burqa, mentre il senatore siciliano Calogero Sodano trascinava un’enorme mandola. Fini, un po’ disgustato, si è chiuso nella cabina con i piloti.”
Dall’agenda privata di un funzionario parlamentare.

“Siamo uomini di mondo e sappiamo che si fa un uso consistente di cocaina un po’ ovunque: volevamo avviare una sorta di viaggio tra le varie categorie. Capire quanti piloti prima di imbarcarsi in aereo risultassero positivi, quanti autisti di bus, insomma sarebbe pure nel nostro interesse di cittadini capire che stato di sanità e di efficienza abbia chi ci porta in giro in aereo o in bus. Ma anche chi va alla Camera o al Senato per prendere decisioni importanti. Ecco perché avevamo deciso di cominciare quel viaggio proprio dal Parlamento… Tanti servizi del genere avevamo fatto in passato… Nulla, nessuna censura. Invece, il Garante intervenne in difesa del Parlamento, con una solerzia e un’immediatezza che ha lasciato come minimo qualche dubbio sul fatto che la macchina si fosse messa in moto per proteggere i politici.”
Dalla testimonianza di Davide Parenti, autore e ideatore del programma televisivo Le Iene.

Carmelo Lopapa è cronista parlamentare de la Repubblica. Nel corso degli anni ha raccolto episodi, curiosità e testimonianze che rappresentano un quadro fedele della Seconda Repubblica.

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LA REPUBBLICA DEL RICATTO
IN LIBRERIA DAL 24 GENNAIO 2008

La Giunta del Senato rinvia gli atti Unipol e Mitrokhin relativi alle intercettazioni tra Paolo Guzzanti e Mario Scaramella.
La giunta per le elezioni e le autorizzazioni a procedere del Senato ha valutato la richiesta di utilizzo delle intercettazioni riguardante i senatori di Forza Italia Romano Comincioli e Luigi Grillo e del Pd Nicola Latorre, relative all'inchiesta Unipol-Antonveneta, decidendo di restituire gli atti per Latorre e Comincioli e non dare l'autorizzazione per Grillo, che è indagato. (ANSA - Roma, 22 gennaio 2008)
Da domani in questo libro i testi delle intercettazioni tra Guzzanti e Scaramella

Guzzanti: Quindi, loro sanno da fonte russa…
Scaramella: Esatto!
Guzzanti: …che i ceceni stanno per compiere un attentato in Italia?
Scaramella: Esatto, esatto! Se vuoi vengo e commentiamo…
Guzzanti: …c’è poco da commentare, se hai altre notizie da darmi è un conto…
Scaramella: …ti volevo dare questo elemento perché per me è importante.
Guzzanti: Sì non so come gestirlo… non lo possiamo neanche usare per i politici, cioè che diciamo?
POSSO PENSARE DI ESSERE IO IL BERSAGLIO O NO?
Scaramella: No, non credo. Non credo proprio.

Mario Scaramella, Pio Pompa, Martino Rocco, Igor Marini. Un finto commissario, un impiegato della Sip, un carabiniere a cavallo, uno scaricatore di cassette di frutta. Quattro spiantati apparentemente senza nulla in comune, ma in realtà legati da storie molto simili, tanti nomi ricorrenti, la stessa missione: spiare, depistare, confezionare dossier di calunnie.
Negli ultimi anni si sono dati da fare per intossicare la vita pubblica del paese con la loro attività di dossieraggio. Intrighi e attentati, 007 avvelenati col polonio radioattivo, missili nucleari affondati nel golfo di Napoli, pedinamenti e telefoni intercettati, intrusioni degli hacker, imam sequestrati, manomissioni elettorali, triangolazioni offshore, mazzette.

Ci sarebbe da ridere se dietro queste maschere buffe non si intravedesse qualcosa di molto più serio e inquietante: parlamentari spregiudicati, pubblici funzionari corrotti, generali in malafede, truffatori e «amici americani», mafiosi, massoni, giornalisti a busta paga. Quasi come fossero atti di un unico teatrino, il cui canovaccio continua a ripetersi da decenni, con al centro la P2 e, a sorpresa, Francesco Pazienza, l'ex direttore occulto del Sismi infiltrato, maestro di tanti depistaggi, che ha continuato fino ad anni più recenti a spargere veleni, dal dossier contro Luciano Violante alla montatura del caso Telekom. Tutto dal carcere di Alessandria in cui è a tutt'oggi rinchiuso.

I fatti del libro

Gli aggiornamenti

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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Intervista a Otello Lupacchini
Collana Principio Attivo
pp. 320 - 14,60 euro

L'autore

Sandro Orlando è un giornalista del settimanale Il Mondo. Ha lavorato a lungo in Germania, negli anni a cavallo della caduta del Muro, seguendo poi la Guerra nell’ex Jugoslavia e l’ascesa di Putin in Russia. Ha scritto per il manifesto, il Riformista e l’Unità. Ha pubblicato il libro Borderline. Affari e speculazioni finanziarie nell’Italia del dopo Enron (Editori Riuniti 2003). Appassionato di storia di ex regimi comunisti, si occupa di servizi segreti e criminalità economica.

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MANI SPORCHE
IN LIBRERIA DAL 6 DICEMBRE 2007

Come prima, più di prima. Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l’Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati.
Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.
Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio degli intoccabili.
La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni.

Le leggi vergogna varate da Berlusconi (Cirami, ex Cirielli, Castelli, falso in bilancio, Gasparri sulla tv, Frattini sul conflitto d’interessi, riforma-porcata elettorale) e che ci hanno resi ridicoli al cospetto internazionale (ricordate l’Economist?), dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l’indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l’ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell’Unione. (“Il ministro Mastella copia le riforme della Cdl”, si compiace l’on. avv. Pecorella).

Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona. E mentre Gherardo Colombo lascia la magistratura e Gian Carlo Caselli viene estromesso  dalla Procura antimanfia, il giudice Carnevale, grazie a una legge apposita, ritorna in Cassazione a 76 anni (ci rimarrà fino a 83), Craxi viene pienamente riabilitato, anche a sinistra, e molti di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli ora sono in  Parlamento (alcuni in Commissione Antimafia). Forse per continuare a delinquere, sicuramente per difendere chi delinque.

Ma una parte della società civile e della magistratura non ci sta. E prova a resistere. Non lasciamoli soli.

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Autori: Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Titolo: Mani sporche
Pagine: 914
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo


Gianni Barbacetto collabora a Micromega e al Venerdì di la Repubblica. Nel 2005 è stato il primo giornalista a denunciare sul settimanale Diario gli strani rapporti tra coop rosse e banchieri. Il suo libro più recente è Compagni che sbagliano (Il Saggiatore, 2007). È anche autore con Gomez e Travaglio di Mani pulite. La vera storia (Editori Riuniti 2002, di prossima ripubblicazione per Chiarelettere).

Peter Gomez ha lavorato già al Giornale e alla Voce di Montanelli e ormai da anni è inviato dell’Espresso. Con Marco Travaglio e Pino Corrias cura il blog voglioscendere.it per Chiarelettere. È autore (con Lirio Abbate) del libro I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento (Fazi, 2007) e di molto libri scritti a quattro mani con Travaglio, tra cui: Le mille balle blu (Bur 2006), Onorevoli wanted (Editori Riuniti 2006), Inciucio (Bur 2006), Regime (Bur 2004).

Marco Travaglio, anch’egli con Indro Montanelli prima al Giornale e poi alla Voce, collabora con l’Unità, la Repubblica, L’espresso, A e Micromega. È ospite fisso della trasmissione Anno zero di Michele Santoro. È autore di molti libri, tra cui: Uliwood party (Garzanti 2007), La scomparsa dei fatti (Il Saggiatore 2006), Berluscomiche (Garzanti 2005), Montanelli e il cavaliere (Garzanti 2004), Bananas (Garzanti 2003).

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SANTE RAGIONI
IN LIBRERIA DALL'8 NOVEMBRE 2007

Venire al mondo, il battesimo, l’ora di religione, i simboli religiosi nelle scuole, l’educazione sessuale, il caso Darwin e la marginalizzazione delle materie su cui la chiesa non può far valere la sua posizione, il matrimonio e la vita di relazione, la “politica” riproduttiva (contraccezione, aborto, fecondazione assistita…), il parto e il dolore, la ricerca biomedica (staminali e trapianto di organi), l’8 per mille, il trattamento fiscale della chiesa, i reati sui minori, il testamento biologico, la terapia del dolore, l’eutanasia, i funerali civili… In pratica: la vita, dalla nascita alla morte. Su ognuno di questi temi gli uomini di fede, ma soprattutto le alte gerarchie del Vaticano, ormai da anni esercitano pressione per consolidare una visione del mondo arretrata, irrazionale e violenta.

Questo libro non vuole essere una riflessione teorica sulla laicità. Questo libro segue passo passo la vita di uomini e donne, e mostra (non senza ironia) attraverso la cronaca di questi ultimi anni, gli argomenti dei politici à la Buttiglione, le tante disposizioni di legge che limitano fortemente la libertà individuale, come la Chiesa da anni e con violenza decida il nostro destino.

Un libro che denuncia uno stato di cose inaccettabile. Un libro che va in profondità sulle notizie che ormai da mesi troviamo sparate sulle prime pagine di tutti i giornali. Un libro scritto con ironia, perché gli argomenti di questa Chiesa politica spesso sfiorano il ridicolo, sebbene questo ridicolo sia ben nascosto dai media e dai grandi mezzi d’informazione.     

Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Titolo: Sante ragioni
Pagine: 273
Prezzo: 13,60
Collana: Reverse

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Carla Castellacci, biologa, lavora come freelance nell’ambito della comunicazione e divulgazione scientifica. E’ tra gli ispiratori e organizzatori del Darwin Day, la manifestazione che da anni riscuote un grande successo di pubblico a testimoniare la voglia di scienza in una Italia in cui la ricerca è limitata dalla cronica mancanza di fondi e dai condizionamenti della Chiesa.

Telmo Pievani, filosofo della scienza, insegna all’Università di Milano Bicocca. E’ segretario del Consiglio scientifico del Festival della Scienza di Genova e segue l’ideazione e il coordinamento del Festival delle Scienze di Roma. Ha partecipato alle trasmissioni L’infedele di Gad Lerner e Otto e mezzo di Giuliano Ferrara, sui temi della Chiesa e della religione. Tra i suoi libri ricordiamo il successo di Creazione senza Dio (Einaudi 2006) e il recente In difesa di Darwin (Bompiani 2007). 

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A PIEDI
IN LIBRERIA DAL 31 OTTOBRE 2007

Lentamente. Da Lavarone a Vetralla. Attraverso strade, paesi, bar, gente e dialetti, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro raccontano un’Italia a bassa velocità.
 
Tutte le volte che abbiamo incontrato qualcuno sulla nostra strada le domande hanno cominciato a piovere.
La prima, inevitabile come le tasse, era la domanda base, quella fondamentale, la madre di tutte le domande, quella che facevano tutti, dal ciclista allo sborone da bar: perché?

La domanda più semplice ma alla fine più imbarazzante.
Che rispondere? Boh.
Potevamo buttarla sullo sportivo (fa bene muoversi).
Potevamo azzardarci sul filosofico (i sapienti greci divulgavano la loro scienza camminando).
Potevamo provare la via spirituale (c’è bisogno a volte nella vita di isolarsi, meditare, conoscere meglio se stessi).
Ed era praticabile la strada religiosa (eravamo attratti dalla mistica del pellegrinaggio).
E infine il letterario: Stendhal, Goethe, Kerouac.

Alla fine abbiamo scelto due tipi di risposta.
La prima, un po’ dada, un po’ situazionista, ammesso che tutto ciò che sto scrivendo abbia un senso, “Perché no?” E la faccenda finiva lì, davanti allo sguardo sbigottito dell’interlocutore
che non si aspettava che all’impresa imbecille corrispondesse una motivazione imbecille.

La seconda risposta era più articolata: a giugno non avevamo un cazzo da fare.
 
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Titolo: A piedi
Pagine: 189
Prezzo: euro 13,00
Collana: Reverse

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La frase
: "Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo?" Milan Kundera

Il bloghttp://www.apiedi.blogspot.com/

Claudio Sabelli Fioretti è un giornalista. Ha lavorato per ABC, Cuore, la Repubblica, il Corriere della Sera, Genteviaggi, Io donna. Vive con altri quattro abitanti a Masetti.
 
Giorgio Lauro è un conduttore radiofonico. Ha lavorato per Radio Popolare, Radio2, e per trasmissioni come Bar Sport, Caterpillar, Catersport. Vive con altri quattro milioni di abitanti a Milano.

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IL GIORNO IN CUI LA FRANCIA E' FALLITA
IN LIBRERIA

Estate 2012, Francia: bancomat fuori servizio, banche inagibili, conti correnti congelati, prelevamenti sospesi, assalti ai supermercati, tumulti, incendi, forze dell’ordine mobilitate. All’estero: turisti francesi con carte di credito respinte e nell’impossibilità di pagare alberghi, ristoranti e negozi, famiglie bloccate senza prospettiva immediata di ritorno. Che succede? Come si spiega il collasso del sistema finanziario francese?

Le obbligazioni dello Stato - cioè il debito pubblico - sono state classificate “junk bonds”, ossia spazzatura, da una società americana di valutazione finanziaria. Gli autori, grandi conoscitori dei meccanismi che governano il mondo politico e finanziario, raccontano la drammatica vicenda di un paese finito in bancarotta pur essendo la settima potenza industriale del mondo, a seguito di una serie di decisioni politico-economiche errate.

Incontriamo nel susseguirsi della vicenda, fra gli altri, gli stessi protagonisti della scena politica transalpina, Nicolas Sarkozy, Ségolène Royal e François Bayrou attualmente candidati principali della corsa all’Eliseo. E con loro altri notissimi personaggi del mondo politico, della finanza internazionale, del  giornalismo e dello spettacolo.

Una vicenda solo in apparenza di fantapolitica, una significativa lezione per tutti quei paesi, come l’Italia, con un indebitamento pubblico sempre meno controllabile e un’incapacità manifesta a confrontarsi con problematiche imposte da un mondo sempre più globalizzato e interdipendente.

Leggi la recensione: Quel fantasma del '92 di Francesco Giavazzi, CorrierEconomia

Autori: Philippe Jaffré, Philippe Riès
Titolo: Il giorno in cui la Francia è fallita
Prefazione di Francesco Giavazzi
Pagine: 313
Prezzo: euro 18,60 
Fuori collana

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Gli autori

Philippe Jaffré, ispettore delle finanze, noto tecnocrate, è stato presidente di una grande azienda petrolifera francese dal 1993 fino alle sue dimissioni nel 1999. Ha scritto in precedenza, per Grasset, un libro sulle stock-options Pour et contre les stock-options con Laurent Mauduit (2002).
Philippe Riès, giornalista economico, specialista di finanza internazionale. Ha scritto Cette crise qui vient d’Asie (1998) e Citoyen du monde con Carlos Ghosn (2003).

NOTIZIE
Un libro che ha provocato accese polemiche in Francia per le tesi sostenute, i fatti descritti e le previsioni catastrofiche sul futuro dello Stato transalpino.

Un libro consigliato a Giulio Tremonti e a Tommaso Padoa-Schioppa, a tutti gli economisti italiani che guardano alla crescita del debito pubblico con indifferenza o la considerano una variabile indipendente.

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CAPITALISMO DI RAPINA: LA NUOVA RAZZA PREDONA DELL'ECONOMIA ITALIANA
IN LIBRERIA DALL'11 OTTOBRE 2007

Leggi l'articolo: Capitalismo oscuro. Dietro ai grandi scandali non c'è un Genio del Male di Marco Onado, Il Sole 24 Ore.

Le manovre intorno a Telecom Italia, il crack della
Parmalat di Tanzi, la resistibile ascesa dei furbetti Fiorani, Ricucci e Coppola e non solo: il libro racconta la storia sotterranea del capitalismo di rapina.

I percorsi occulti del denaro, un sottobosco mai illuminato dagli articoli dei giornali, che troppo spesso non vanno oltre i semplici verbali d’interrogatorio o le intercettazioni telefoniche. Gli autori seguono le tracce dei soldi, entità resa ormai sempre più astratta, tra conti bancari e giochi di sponda in Borsa, fino ad alzare il velo sulle complicità ad altissimo livello nelle grandi banche, nelle istituzioni, nel mondo politico, nelle autorità di controllo.

Un’affollatissima galleria di personaggi accomunati da due caratteristiche: il disprezzo assoluto delle regole e un’avidità senza fine. Personaggi illustri come Fazio, Fiorani, Ricucci, Coppola, Gnutti, tutti finiti sotto i riflettori dei media per effetto delle inchieste giudiziarie, alle cui spalle vive e lavora una folla di anonimi banchieri, avvocati, fiduciari. Sono loro i gran sacerdoti del capitalismo di rapina. Si muovono dietro le quinte dei mercati. Se ne infischiano della trasparenza. Anzi, questi eroi negativi, quasi sempre sconosciuti al grande pubblico dei cittadini-investitori, vivono e lavorano al solo scopo di custodire i segreti incoffessabili dell’alta finanza.

Lugano, Montecarlo, i paradisi offshore dei Caraibi: il racconto, sulla base di documentazione inedita, in parte frutto delle indagini della magistratura, approda fino ai templi della finanza internazionale, nelle stanze dove fiduciari e banchieri manovrano l'enorme bottino accumulato dai protagonisti della finanza più spregiudicata. Affari sporchi e affari puliti appaiono quindi intrecciati in un’unica rete. Capitalisti rispettabili e capitalisti di ventura collaborano insieme per uno stesso scopo: truffare il mercato e ingannare il pubblico dei risparmiatori, come hanno drammaticamente dimostrato le vicende di questi ultimi anni.

Insomma, il mercato è libero, ma si gioca con le carte truccate. Alla fine vincono sempre gli stessi. Questo libro vuole raccontare chi sono. E perché sono diventati tanto potenti.

Un libro dalla parte dei cittadini e dei risparmiatori che farà discutere.

GLI AUTORI

Paolo Biondani è cronista al Corriere della Sera, tra le firme principali del suo giornale. Da anni segue gli scandali dell’economia e della politica in Italia. Si è occupato, tra l’altro, dell’ultimo scandalo Brigate Rosse e del sequestro Abu Omar.
Mario Gerevini è cronista al Corriere della Sera, tra le firme principali del suo giornale. Si è occupato, tra l’altro, degli scandali Tanzi-Parmalat e del crac Cagnotti.
Vittorio Malagutti è inviato dell’Espresso. È autore del libro Buconero SpA. Dentro il crac Parmalat (Laterza 2004). 

Tra le inchieste di Biondani, Gerevini e Malagutti ricordiamo:
Tronchetti Provera e lo scandalo Telecom
Fazio, Fiorani, Gnutti e i furbetti del quartierino
Consorte e le coop rosse
Scandalo Calisto Tanzi-Parmalat
Il crac di Cagnotti
La febbre del private equity e i nuovi modi di fare soldi

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TOGHE ROTTE
IN LIBRERIA DAL 20 SETTEMBRE 2007

Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte
persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione.

Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che provengono dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose.

Accompagna le testimonianze un testo illustrativo ad uso dei cittadini, per capire come funziona la giustizia (la pena, i gradi di giudizio, le indagini, il processo ecc.).

Ascolta l'incipit di Toghe rotte (radioalt.it)

Leggi alcuni brani del libro

La rassegna

Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti*
Editore Chiarelettere
Prefazione di Marco Travaglio

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*Bruno Tinti è procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. «Uno di quelli che prende ordini dal procuratore capo e non ne può dare ai sostituti.» Si occupa di reati finanziari: falsi in bilancio, aggiotaggio, frode fiscale, bancarotta.

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SIAMO ITALIANI
IN LIBRERIA DAL 13 SETTEMBRE 2007

Siamo italiani: che significa? Qualsiasi discorso che parta dalla domanda su chi noi siamo, su come dovremmo essere, su perché non ci riusciamo e, soprattutto, perché siamo i primi a riconoscerlo, ma poi a non fare granché per divenire ciò che diciamo di voler essere – è destinato a cadere nella retorica.

La retorica è quella del “poveri ma belli”; “gaglioffi, ma simpatici”; “cinici, ma solo per delusione”; al fondo, comunque “bravi”.

Davvero non c’è rimedio? Oppure l’unico rimedio possibile è quello dell’urlo della piazza, dell’invocazione contro la politica?

Non è vero che la storia italiana ha prodotto da sempre lo stesso tipo di figura. E’ vero, invece che noi italiani abbiamo una storia che non è solo fatta di disgrazie o di inganni. E’ fatta di sviluppo e di crisi. Di momenti alti, di avanguardia persino e poi di lento declino.

Prendere confidenza con la storia significa questo (oltreché provare a indagarla davvero): confrontarsi su come ce la siamo spesso raccontata e su come ci siamo costruiti una retorica che serviva a consolarci o anche a dichiaraci vittime, ma sempre assolvendoci. Scaricando la responsabilità sull’Europa che ci stravolge (una convinzione che non è nata con l’Euro), riducendo gli scandali a normale tran-tran, pronti a teorizzare l’arte di arrangiarsi e a invocare giustizia salvo ripensarci quando si tratta di rimetterci. Ma mai disposti a rivedere le nostre certezze: da quelle del “pezzo di carta” che tutti disprezziamo, ma poi tutti vogliamo; di una pratica religiosa devozionale, ma senza crederci. Comunque non credenti, ma mai laici. Affascinati dalla tecnica, ma come gioco; privi di sapere scientifico ma convinti che sarà la fantasia, la creatività a garantire il nostro futuro.

Contrari a fare i conti con pazienza con la sconfitta, quando arriva, perché convinti che tutto sia l’effetto di perfidi Robinson che ottengono la fiducia di ingenui Venerdì. E che dunque sia sufficiente gridare perché ognuno esca dal torpore. Non sarà un urlo - così come mai è stata una risata – che seppellirà alcunché. E che ci libererà. 

di David Bidussa

La rassegna

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L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

IN LIBRERIA DAL 28 GIUGNO 2007


Nel quindicesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino (1992-2007), il libro di Giuseppe Lobianco e Sandra Rizza, con l'introduzione di Marco Travaglio.

Con l’aiuto di ex colleghi magistrati, familiari, pentiti, amici, i due autori ricostruiscono gli ultimi 56 giorni del magistrato siciliano. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’attentato di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava le riflessioni e i fatti più segreti che riguardavano soprattutto l’indagine sulla morte di Falcone.

Qualcuno, subito dopo l’attentato, si affrettò a requisirla. Questo libro spiega perchè.

“Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L’impressione  è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d’accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre. L’agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica. Grazie a questo libro cominciamo a capire qualcosa anche noi”. Dall’introduzione di Marco Travaglio.

Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Editore Chiarelettere
Pagine 240
Prezzo 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio

La rassegna

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IL PAESE DELLA VERGOGNA
IN LIBRERIA DAL 14 GIUGNO 2007

Daniele Biacchessi, giornalista di Radio24, racconta le grandi stragi che hanno insanguinato l’Italia dal 1944 al 1993, dal punto di vista degli esiti giudiziari. Trovati i colpevoli? A che punto sono le indagini? Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna… Le stragi impunite dalla parte delle vittime. L’Italia delle verità negate.

Il paese della vergogna contiene flash, racconta circostanze, dà volti a nomi e personaggi, ne colora i contorni, li mette insieme, infonde e intreccia emozioni, ma soprattutto sollecita la coscienza civile, quella che parla di altri ma che si riferisce proprio a noi stessi. Ci sveglia da una letargia pericolosa e profonda, ci scuote e ci invita a meditare.

Un libro sulla cronaca nera e giudiziaria, ma soprattutto una testimonianza appassionata scritta dalla parte delle vittime, dei familiari delle vittime e di chi ancora aspetta che sia fatta giustizia.

Autore Daniele Biacchessi
Editore Chiarelettere
Pagine 144
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi

La rassegna

Il sito di Daniele Biacchessi

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COME RESISTERE NELLA PALUDE DI ITALIOPOLI
IN LIBRERIA DAL 10 MAGGIO 2007

C’è bisogno di una nuova riserva indiana, un posto segreto dove incontrarsi, carbonari del nuovo millennio che vogliono trasformare il disgusto in energia positiva e propositiva. 

Questo libro duro e spiazzante è un manuale di sopravvivenza. E’ un breviario per chi crede ancora nella possibilità di reagire e invertire la marcia della nostra italica degenerazione. 

Degenerazione della politica, con una classe dirigente senza qualità e senza coraggio intellettuale. Uomini e donne da Bagaglino, la trasmissione televisiva in cui i comici non devono più fare lo sforzo di drammatizzare comicamente la realtà: i fatti e la cronaca bastano da soli a far ridere una platea grassa e benestante. Un’etica ormai sbrindellata e fatta a pezzi da decenni di malaffare e di corruzione. Una complementarità sempre più stucchevole tra destra e sinistra.

E ancora: il degrado della tv, l’economia da far west (chi arriva prima prende tutto), l’informazione a comando, l’inquinamento reale e metaforico. Un grido di rabbia fuori dal Palazzo del potere. Contro ogni convenienza. Contro ogni opportunismo. Contro i furbi e i famosi da reality. Contro un Paese che ha azzerato la memoria del passato e la questione del futuro. Un Paese che naviga a vista, verso la deriva.

Autore Oliviero Beha
Editore Chiarelettere
Pagine 250
Prezzo 13,60
Prefazione di Beppe Grillo


La rassegna

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commenti


Il nuovo libro di Daniele Biacchessi, giornalista di Radio24, racconta le grandi stragi che hanno insanguinato l’Italia dal 1944 al 1993, dal punto di vista degli esiti giudiziari. Trovati i colpevoli? A che punto sono le indagini? Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, treno Italicus, stazione di Bologna… Le stragi impunite dalla parte delle vittime. L’Italia delle verità negate.

E ancora, com’era avere vent’anni, con le storie di Fausto e Iaio, Piero Bruno e dei cinque anarchici del Sud. I delitti di mafia, con Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Falcone e Borsellino, don Pugliesi, Libero Grassi.

Il paese della vergogna contiene flash, racconta circostanze, dà volti a nomi e personaggi, ne colora i contorni, li mette insieme, infonde e intreccia emozioni, ma soprattutto sollecita la coscienza civile, quella che parla di altri ma che si riferisce proprio a noi stessi. Ci sveglia da una letargia pericolosa e profonda, ci scuote e ci invita a meditare.

Un libro sulla cronaca nera e giudiziaria, ma soprattutto una testimonianza appassionata scritta dalla parte delle vittime, dei familiari delle vittime e di chi ancora aspetta che sia fatta giustizia.

Editore Chiarelettere
Pagine 144
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi

Quarta di copertina
"Ci manca solo che le stragi di Marzabotto e di Sant’Anna di Stazzema siano rievocate come delle liete scampagnate delle SS".
Giorgio Bocca, L’espresso

Inoltre, Daniele Biacchessi porterà il libro in tutta Italia grazie ai suoi spettacoli di teatro civile: La storia e la memoria, Fausto e Iaio, La speranza muore a 18 anni, Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato, Storie d'Italia. 

Il sito di Daniele Biacchessi

Tutte le date della tournée di Daniele Biacchessi


L'autore
Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore, è vicecaporedattore di Radio24-Il Sole 24 Ore. Conduce i programmi Giallo e Nero e Storia. È autore, regista e interprete di teatro narrativo civile. Tra i suoi libri ricordiamo Fausto e Iaio (1996), Walter Tobagi. Morte di un giornalista (2005) e Una stella a cinque punte (2007), pubblicati da Baldini Castoldi Dalai. 

Le recensioni

Tutte le presentazioni del libro


RASSEGNA AUDIO-VIDEO

Guarda il video della presentazione su Rai News 24

Guarda il video del reading Il paese della vergogna alla Feltrinelli di Milano (17 settembre 2007)

Guarda il video dello spettacolo "La storia e la memoria" (Avola, 2 dicembre 2007) 
di Daniele Biacchessi (voce narrante) e Michele Fusiello (sassofono).

Ascolta la registrazione dello spettacolo Il Paese della vergogna (Milano, 14 dicembre 2007) 
Daniele Biacchessi (voce narrante), Gaetano Liguori (pianoforte), Michele Fusiello (sax), Massimo Pintori (batteria), Fabio Tedesco (contrabbasso).

Ascolta l'audio dello spettacolo I ventirte giorni della città di Alba (Leoncavallo, Milano, 20 gennaio 2008)
Daniele Biacchessi (voce narrante), Gaetano Liguori (pianoforte), Michele Fusiello (sax), Alberto Grasso (batteria), Fabio Tedesco (contrabbasso).

Guarda il video della serata con i Gang (Jesi, 18 aprile 2008) 
Daniele Biacchessi in Il paese della vergogna con Marino e Sandro Severini dei Gang


commenti

Meno male che ci sono le intercettazioni. Meno male che sappiamo che cosa si sono detti D’Alema, Ricucci, Consorte, Gnutti, Fassino, Latorre ecc. Meno male che non è ancora passato al Senato il ddl di Mastella che di fatto non consente più ai cittadini di venire a sapere le cose che li riguardano. Come, per esempio, dove vanno a finire i loro soldi e a chi fanno gola.

D’Alema e compagni dicono: ma scherzavamo, non c’è nessuna rilevanza penale. Che birboni questi politici. Tutto il tempo a divertirsi. Anche Ricucci che gioca a fare il "compagno". E ringrazia.

Ma se non c’è rilevanza penale, perché avere paura delle intercettazioni? Mica sono venute fuori le loro questioni private. Se uno non ha nulla da rimproverarsi, perché impedire ad altri di venire a sapere quello che ha detto? I politici sono tenuti a essere trasparenti. Ci spiace ma è così. Fare il politico non è un mestiere qualsiasi. Non fanno i dentisti, rappresentano noi in parlamento e noi dobbiamo sapere quello che decidono. E chi se ne importa dei loro affari privati. Quelli se li possono tenere.

Lorenzo Fazio


commenti

Ci voleva la zattera per ricordarmelo. La trasmissione radiofonica di radio 2. Ore 1 circa della notte. I due conduttori bravissimi parlano di come è bello ridere. E che senso può avere il riso. E mentre ne parlano ridono insieme ai radioascoltatori che telefonano e raccontano anche le loro esperienze.

Il riso è rivoluzionario, non ha limiti, è naturale, autentico, rivelatore, perché oguno ride a modo suo. Ed è gratis, non fa male, è opposto alla violenza e alla sopraffazione. Rende tutti uguali perché tutti ridono dalla Cina a Malta. Si può anche ridere da soli, come si vuole. Il riso rende liberi. Il riso appaga. E ci lascia sereni.

Oggi si tende a sorridere non a ridere. Si sorride davanti alle telecamere, sempre, e si ride a comando, negli spazi dedicati. Guardando Paperissima, i film di Natale o i siparietti delle trasmissioni della domenica. Si ride quando qualcuno ci dice che si può farlo. E giù risate. Finte.

Regaliamoci invece la libertà di ridere, come e quando vogliamo. In ufficio, in famiglia, per la strada. E se qualcuno ci vuole seri, ridiamogli in faccia.

Lorenzo Fazio


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I LIBRI DI CHIARELETTERE

Metastasi
Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud.
La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito
di Gianluigi Nuzzi con Claudio Antonelli
Collana: Principio attivo
Pp 208 - euro 14,60
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Gaber. L'illogica utopia
Autobiografia per parole e immagini
a cura di Guido Harari
con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber
Pp 320 - euro 59
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Ai confini del mondo
Il viaggio, le inchieste, la vita di un reporter non comune.
Un libro di Giorgio Fornoni.
Un film di Gianandrea Tintori
Collana Dvd+libro
Pp 176, durata film: 60 minuti
euro 18,60 €
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La lobby di Dio
Fede, affari e politica. La prima inchiesta su Comunione e Liberazione e la Compagnia delle Opere
di Ferruccio Pinotti
con la collaborazione di Giovanni Viafora
Collana Principio attivo
Pp. 480 - euro 16,60
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1994
L'anno che ha cambiato l'Italia. Dal Caso Moby Prince agli omicidi di Mauro Rostagno e Ilaria Alpi.
Una storia mai raccontata.
di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari
Collana Principio attivo
pp. 480 - euro 16,60
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Nel paese dei Moratti
Sarroch-Italia: una storia ordinaria di capitalismo coloniale
di Giorgio Meletti
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L'Italia in Presadiretta
Viaggio nel paese abbandonato dalla politica
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Di testa nostra
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
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L'agenda nera
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza.
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La colata
di Ferruccio Sansa, Andrea Garibaldi, Antonio Massari,
Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo
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Intrigo internazionale
di Giovanni Fasanella e Rosario Priore
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Assalto al Pm
di Luigi de Magistris
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Dopo di Lui il diluvio
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Senz'anima
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Pane e bugie
di Dario Bressanini
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di Marco Travaglio
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I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
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Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
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La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
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Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
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Dentro l'Opus Dei
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Fuori orario
di Claudio Gatti
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Adesso basta
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La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
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Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
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Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
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Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
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Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
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Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
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Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
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Processo agli economisti
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Vaticano S.p.A.
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Collana: principioattivo
La scheda del libro
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Italia Anno Zero
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I nuovi mostri
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La morsa
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Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
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L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
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Giovani e belli
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Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
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Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
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Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
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Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
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Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
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La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
La scheda del libro
Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
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Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
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La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
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Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
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La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Ascolta l'incipit
 
 


 



Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
La scheda del libro
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
La scheda del libro

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Il blog dell'autore



Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
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