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Mani sporche


Dal 6 dicembre in libreria

Errata corrige

Come prima, più di prima. Quindici anni dopo il biennio magico di Mani Pulite, l’Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: sotto accusa sono soprattutto i magistrati.
Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, dal 2001 al 2007. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.
Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio degli intoccabili.
La musica non cambia: è tutta colpa dei magistrati. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni.

Le leggi vergogna varate da Berlusconi (Cirami, ex Cirielli, Castelli, falso in bilancio, Gasparri sulla tv, Frattini sul conflitto d’interessi, riforma-porcata elettorale) e che ci hanno resi ridicoli al cospetto internazionale (ricordate l’Economist?), dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece sono ancora in vigore. A quelle se ne sono aggiunte altre come l’indulto per svuotare le carceri (di nuovo piene), le intercettazioni e il bavaglio alla stampa, l’ordinamento giudiziario Mastella: tutto in barba alle promesse elettorali dell’Unione. (“Il ministro Mastella copia le riforme della Cdl”, si compiace l’on. avv. Pecorella).

Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona. E mentre Gherardo Colombo lascia la magistratura e Gian Carlo Caselli viene estromesso  dalla Procura antimanfia, il giudice Carnevale, grazie a una legge apposita, ritorna in Cassazione a 76 anni (ci rimarrà fino a 83), Craxi viene pienamente riabilitato, anche a sinistra, e molti di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli ora sono in  Parlamento (alcuni in Commissione Antimafia). Forse per continuare a delinquere, sicuramente per difendere chi delinque.

Ma una parte della società civile e della magistratura non ci sta. E prova a resistere. Non lasciamoli soli.

La rassegna 

Autori: Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Titolo: Mani sporche
Pagine: 914
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo


Gianni Barbacetto collabora a Micromega e al Venerdì di la Repubblica. Nel 2005 è stato il primo giornalista a denunciare sul settimanale Diario gli strani rapporti tra coop rosse e banchieri. Il suo libro più recente è Compagni che sbagliano (Il Saggiatore, 2007). È anche autore con Gomez e Travaglio di Mani pulite. La vera storia (Editori Riuniti 2002, di prossima ripubblicazione per Chiarelettere).

Peter Gomez ha lavorato già al Giornale e alla Voce di Montanelli e ormai da anni è inviato dell’Espresso. Con Marco Travaglio e Pino Corrias cura il blog voglioscendere.it per Chiarelettere. È autore (con Lirio Abbate) del libro I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento (Fazi, 2007) e di molto libri scritti a quattro mani con Travaglio, tra cui: Le mille balle blu (Bur 2006), Onorevoli wanted (Editori Riuniti 2006), Inciucio (Bur 2006), Regime (Bur 2004). Scrive sul blog www.voglioscendere.it

Marco Travaglio, anch’egli con Indro Montanelli prima al Giornale e poi alla Voce, collabora con l’Unità, la Repubblica, L’espresso, A e Micromega. È ospite fisso della trasmissione Anno zero di Michele Santoro. È autore di molti libri, tra cui: Uliwood party (Garzanti 2007), La scomparsa dei fatti (Il Saggiatore 2006), Berluscomiche (Garzanti 2005), Montanelli e il cavaliere (Garzanti 2004), Bananas (Garzanti 2003). Scrive sui blog www.voglioscendere.it e www.clementinafaccisognare.ilcannocchiale.it

Pubblicato il 5/12/2007 alle 18.25 nella rubrica Mani sporche.

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